CHIETI – Arriveranno nella notte tra martedì e mercoledì,  al porto di Orton, 128 i migranti a bordo della nave Ocean Viking, per il sesto sbarco in Abruzzo nel 2023,

Le operazioni di salvataggio sono state condotte con il supporto di dell’aereo Colibrì 2 e con l’Ong Pilotes Volontaires. Tra i sopravvissuti ci sono 3 donne e 2 bambini.

I naufraghi sono originari di Eritrea, Etiopia, Sudan, Bangladesh, Pakistan, Siria, Egitto, e Palestina.

La Ocean Viking, imbarcazione dell’organizzazione umanitaria Sos Mediterranee, potrebbe rischiare il fermo amministrativo previsto nei casi di violazione del cosiddetto decreto Piantedosi, che riguarda i salvataggi in mare e impone alle imbarcazioni di arrivare al porto assegnato, senza più bloccarsi per ulteriori soccorsi, appena ricevuta l’indicazione dell’approdo.

I primi due soccorsi, venerdì sera, in zona Sar (Search and rescue, zona per le attività di ricerca e soccorso, ndr) libica. Prima sono state salvate 33 persone a bordo di un’imbarcazione in vetroresina: nessuna di loro indossava un giubbotto di salvataggio. Dopo 4 ore, la Ocean Viking ha soccorso 34 naufraghi su una barca in difficoltà. Come raccontato dagli stessi soccorritori, i sopravvissuti presentavano gravi ustioni e sintomi di intossicazione. Uno di loro è collassato poco dopo essere salito sulla nave dell’organizzazione umanitaria. I 67 naufraghi sono stati immediatamente assistiti dalle squadre di Sos Mediterranee.

E ieri pomeriggio, una nuova operazione della Ocean Viking, che ha tratto in salvo 61 persone su una barca di legno in pericolo in acque internazionali al largo della Libia, dopo il mayday trasmesso da un peschereccio e con il supporto di Colibri 2, l’aereo della organizzazione non governativa francese Pilotes Volontaires. Fra loro anche 3 donne e 2 bambini.

“Le autorità italiane – dice Sos Mediterranee – hanno assegnato il lontano porto di Ortona per far sbarcare le 128 donne, uomini e bambini a bordo della Ocean Viking. Dovranno sopportare altri 3 giorni di inutile navigazione per raggiungere finalmente un luogo sicuro”.

Un dispositivo interforze, coordinato dalla prefettura di Chieti, come è già avvenuto nelle precedenti occasioni, si occuperà dell’ordine pubblico nel porto di Ortona e del trasferimento dei migranti nelle strutture di accoglienza abruzzesi.