TERAMO – Tre anni e otto mesi di reclusione e la revoca della patente di guida.

Oggi pomeriggio, in Tribunale a Teramo, il Gip Lorenzo Prudenzano ha comminato una condanna esemplare – considerato anche che l’imputato aveva scelto il rito abbreviato che dà diritto alla riduzione di un terzo della pena – ad Alessandro Di Giacinto, l’oggi 34enne teramano rinviato a giudizio e ora condannato per omicidio stradale, lesioni personali stradali gravi e guida in stato di ebbrezza (reato, quest’ultimo, per il quale era anche recidivo) per aver causato il 3 novembre 2019 il tragico incidente nel quale ha perso la vita un’anziana di Montorio al Vomano, Concettina Di Francesco, 87 anni, ed è rimasto gravemente ferito un suo nipote.

“Nulla e nessuno potranno mai restituire la mamma e la nonna, a cui erano legatissimi, alla figlia Tiziana e ai nipoti della vittima (abitavano nello stesso edificio), che per essere assistiti, tramite il consulente legale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A.”, spiega in una nota la stessa società, specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l’avvocato Marco Bevilacqua del Foro di Chieti.

“Quanto meno, tuttavia, i familiari dell’anziana hanno ricevuto quella risposta che chiedevano da parte della Giustizia, data la gravità della condotta dell’automobilista. Non a caso è stata accolta la costituzione di parte civile dell’Associazione Familiari Vittime della Strada”.

Come ricostruito dai carabinieri della locale stazione, intervenuti per i rilievi, alle 19 P. M., oggi 36 anni, di Montorio, procedeva per la sua strada sulla Statale 80 verso Montorio con una Lancia Musa a bordo della quale trasportava, sul sedile del passeggero anteriore, la nonna, quando, all’altezza del km 62+300, nel comune di Montorio, si è trovato di fronte la Nissan Qashqai dell’imputato che, viaggiando nella direzione contraria, verso Teramo, ha improvvisamente invaso la corsia opposta: impossibile evitare il tremendo impatto frontale-laterale tra i due mezzi. Ad avere la peggio la signora Concettina che ha riportato gravi politraumi ed è deceduta due ore dopo l’arrivo, in condizioni disperate, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo: se l’è per fortuna cavata invece il nipote, che però ha riportato svariate fratture, facciali e al femore (per una prognosi di oltre trenta giorni), di cui ancora oggi lamenta gravi postumi, mentre Di Giacinto è uscito pressoché illeso.

Il 34enne è stato iscritto nel registro degli indagati dal Pm della Procura teramana, Enrica Medori, titolare del procedimento penale aperto dopo l’incidente, e non solo per omicidio stradale: agli esami tossicologici cui è stato sottoposto è risultato positivo all’alcool, con una percentuale nel sangue di 1,90 g/l ben oltre il limite consentito, 0,5. Si è poi appurato che nel 2012 era già stato condannato con rito abbreviato dal Tribunale di Teramo per guida in stato di ebbrezza (violazione commessa nel 2010) alla pena sospesa di due mesi e venti giorni e a un’ammenda di 800 euro: una lezione che purtroppo non è servita.

Il Sostituto Procuratore ha anche affidato una perizia cinematica per la ricostruzione delle cause e responsabilità del sinistro affidandola all’ingegner Marco Calagrossi, che ha concluso come l’incidente vada ascritto esclusivamente alla “condotta di guida del Di Giacinto che, in maniera inspiegabile, invade la corsia opposta andando a impattare frontalmente contro la Lancia Musa – scrive il Ctu della Procura nel suo elaborato peritale – Tale condotta trova riscontro nella non conformità di guida al Codice della Strada e in particolare per quanto riguarda la velocità, che non era conforme allo stato dei luoghi”: il manto stradale era bagnato a causa della pioggia battente e per di più si era in un orario tardo serale. “E’ emersa – aggiunge l’ing. Calagrossi – una chiara perdita di controllo del veicolo” su cui potrebbe avere pesantemente influito lo stato sensibilmente “alterato” dell’imputato, mentre il perito non ha riscontrato “alcuna condotta incompatibile con quanto stabilito dal Codice della Strada” da parte del nipote della vittima, risultato peraltro negativo all’alcol test e che ha avuto dunque l’unica “colpa” di essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, come sempre sostenuto da Studio3A.

A conclusione delle indagini preliminari, il magistrato ha così chiesto il rinvio a giudizio per Di Giacinto il quale, si legge nella richiesta, ha causato la morte di Concettina Di Francesco e il ferimento del giovane nipote “per colpa consistita in imprudenza e in violazione delle norme della disciplina stradale, non adeguando la velocità del mezzo alle condizioni atmosferiche presenti a fronte del manto stradale bagnato per la forte pioggia in atto, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso di 1,90 g/l e invadendo l’opposta corsia di marcia”.

Si è così arrivati all’udienza preliminare, il 10 dicembre scorso, al termine della quale il giudice ha rinviato a giudizio l’imputato accordando il rito abbreviato non condizionato, e all’udienza odierna nella quale è stata pronunciata l’attesa sentenza su cui esprime soddisfazione anche Studio3A.