L’AQUILA – Il delitto di Barisciano (L’Aquila), culminato ieri con la conferma in Assise di appello della condanna a 15 anni di carcere per il giovane macellaio Gianmarco Paolucci che si proclama innocente, ha inevitabilmente un aspetto civilistico: la richiesta di un risarcimento dei danni complessivo di circa milione e 700 mila euro già avanzato dai familiari della vittima, il 55enne Paolo D’Amico.
Finora la provvisionale ottenuta è di 150 mila euro ma sarà il tribunale civile a decidere in seguito l’ammontare solo in caso di colpevolezza accertata. La Corte ha ridimensionato fortemente la richiesta della parte civile ritenuta sproporzionata. I dati sulla quantificazione del danno riconosciuti in appello vanno valutati anche in relazione alla richiesta della parte civile.
I legali dell’accusato, Mauro Ceci e Alessandra Di Tommaso, hanno annunciato un ricorso in Cassazione per ottenere l’assoluzione dalla pesante imputazione di omicidio. Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni. Il collegio, confermando il primo grado ha respinto sia le richieste della Procura generale che aveva invocato la pena dell’ergastolo che quelle della difesa che ha chiesto l’assoluzione dell’imputato ieri in aula ma attualmente detenuto.
L’assassino, secondo le perizie, ha ucciso la vittima con 22 colpi con uno scalpello e poi con un martello da lavoro. Presunto movente del delitto sarebbero questioni connesse allo spaccio di droga.
“Questa sentenza”, ha commentato l’avvocato Mauro Ceci, “non spiega tante cose anche se poi dovremo leggere le motivazioni, resta non chiarito il movente come pure la risultanza del dna è solo un indizio e non assurge a piena prova e comunque è ipotizzabile anche altri fossero lì al momento del delitto. Inoltre ci sta un dna ancora ignoto con tutto quello che ciò comporta. Anche la prova dell’impronta della scarpa a carico del nostro assistito è molto labile”.
Il mancato riconoscimento delle aggravanti è comunque importante per ottenere benefici in relazione alla detenzione nell’ipotesi di conferma della condanna.
Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Antonio Valentini, Francesco Valentini, Simona Mariani.




