L’AQUILA – Coinvolge anche l’Abruzzo, l’operazione in corso in queste ore dei Carabinieri di Ancona che ha sgominato una banda che rivendeva come nuove auto, per ora 140, su cui il chilometraggio era stato in realtà ridotto della metà o anche del triplo, grazie ad un’apparecchiatura sofisticata. Per ora in Abruzzo sono 12 le autovetture sequestrate.
L’associazione Codici, che opera anche nella nostra regione è a disposizione dei consumatori coinvolti nella truffa.
I Carabinieri di Ancona hanno dato esecuzione ieri ad una ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di 2 donne di origine rumene ritenute responsabili a vario titolo – unitamente ad altri 3 indagati, tuttora irreperibili e in corso di ricerca – di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio, nella vendita di autovetture alle quali venivano ridotti i chilometri.
Il gruppo criminale, con sede operativa ad Ancona, pubblicizzando sui principali motori di ricerca la loro attività commerciale, è riuscita ad ottenere – grazie ai prezzi concorrenziali per il prodotto offerto, in ragione della qualità delle autovetture messe in commercio – innumerevoli contatti da clienti da tutto il territorio nazionale, i quali invitati presso le sedi di via Di Vittorio e in via G. Rossa di Ancona per visionare le autovetture, credendo di trattare con vere concessionarie, formalizzavano l’acquisto, incappando nel raggiro.
Oltre all’Abruzzo ben 13 le Regioni italiane interessate e più specificatamente Marche (71 autovetture seqeustrate), Umbria (11): E. Romagna: (11): Molise (9), Lazio (9), Toscana (8), Puglia (5), Veneto (3) Lombardia (3), Piemonte (1): Sardegna (1) e Liguria (1).
I Carabinieri della Stazione di Ancona Brecce Bianche, che hanno condotto le indagini, utilizzando le classiche indagini di polizia giudiziaria, sono riusciti, quindi, ad analizzare centinaia di vendite di autoveicoli risultate tutte anomale poiché, dalla verifica effettuata, le stesse presentavano notevole alterazione del contachilometri, arrivando – in moltissimi casi – a riduzioni di oltre 200.000 chilometri, ovvero fino al triplo delle misurazioni originali, rendendo, in tal modo, veri e propri “bidoni” – pericolosi per l’incolumità dei passeggeri e della stessa circolazione stradale – in “super car” dall’apparente motore immacolato, sostenendo in modo sistematico che le stesse erano classificabili “unico proprietario” benché alcune di esse fossero state in possesso di diversi automobilisti.
Ulteriore elemento, per ottenere la fiducia dei clienti, era il dato che tutte le vetture fossero messe in vendita con la revisione appena fatta. Proprio su questo punto le indagini si sono allargate ad un’officina di revisioni auto, che costantemente certificava l’esito positivo del controllo con i chilometri scalati.
L’organizzazione grazie alla grande pubblicità sul web, tra gli anni 2017 ed il 2019, hanno, pertanto, ottenuto profitti per oltre 500.000 euro.
Dalle indagini sono emerse, altresì, le responsabilità di due agenzie di pratiche auto di Ancona, che in accordo con gli arrestati, favorivano i passaggi di proprietà falsificandone gli atti.



