PESCARA – Prove tecniche di riorganizzazione della destra abruzzese con il progetto di Officina per l’Italia lanciato da Fratelli d’Italia. Nei giorni scorsi la sala consiliare del Comune di Pescara ha ospitato gli animatori abruzzesi del nuovo laboratorio politico nazionale lanciato da Giorgia Meloni per ricostituire un nuovo schieramento di destra.
È stata così annunciata l’entrata nel coordinamento regionale di Roberto Petri (ex responsabile della segreteria di Ignazio La Russa quando era alla Difesa e ora consigliere d’amministrazione Eni) e la nomina del consigliere comunale di Pescara Armando Foschi come portavoce pescarese di Fdi e Officina, che ha deciso di rimanere come indipendente nel gruppo del Popolo della libertà, rimettendo nelle mani dei vertici cittadini del partito la carica di capogruppo.
Insieme a loro anche i consiglieri regionali Emiliano Di Matteo (coordinatore regionale Fdi) e Alessandra Petri, sorella di Roberto, l’ex deputato e responsabile del Dipartimento antidroga del governo Berlusconi Nicola Carlesi e l’ex assessore regionale Francesco Sciarretta, esponente della corrente che si rifà a Gianni Alemanno.
Tra il pubblico anche l’ex presidente della Regione Giavanni Pace, l’ex senatore Lucio Zappacosta, l’ex assessore regionale e consigliere comunale a Vasto (Chieti) Massimo Desiati, il presidente degli industriali abruzzesi Mauro Angelucci, la segretaria provinciale dell’Ugl pescarese Gianna De Amicis, il pescarese Roberto Peca, l’ex assessore al Comune di Sulmona e candidato per Fdi alle scorse elezioni Mauro Tirabassi, oltre ai membri del coordinamento regionale, dal consigliere della Provincia di Chieti Etelwardo Sigismondi ad Antonio De Vincentis.
Assente, invece, l’assessore regionale Paolo Gatti, candidato di punta alle scorse Politiche.
Petri ha annunciato che il nuovo schieramento, non si sa ancora con quale simbolo, sarà presente alle prossime elezioni regionali con liste in tutte e quattro le province a sostegno del centrodestra, come ha già fatto Fdi alle scorse politiche. Verranno, inoltre, presentate liste in tutti i comuni con più di 15 mila abitanti in cui si voterà alle prossime amministrative, mentre in quelli al di sotto dei 15 mila abitanti, Officina promuoverà liste civiche alternative alla sinistra.
Il laboratorio politico prevede un percorso che passa per due appuntamenti già fissati. Il primo è quello del 16 novembre a Roma in cui si adotterà un documento programmatico, una sorta di carta dei valori a fondamento del nuovo progetto politico. Il secondo è il congresso di gennaio, in cui attraverso le primarie verranno eletti i segretari di partito, dall’alto fino ai locali.
L’intento è di recuperare “quell’area vasta – le parole sono di Petri – che si rifà ai valori e ai principi della destra, che in passato con Alleanza nazionale ha superato il 20 per cento dei consensi. Quell’elettorato ora non trova più rappresentanza. Bisogna ricostituire una forza politica di destra a servizio dei cittadini, che non sia il ‘partito-taxi’ per i propri interessi personali”.
Il progetto è aperto a tutti, non solo agli ex An: “Potranno aderire quanti si ritrovano nei valori e nei principi della destra – ha detto Petri – Non vogliamo essere discriminatori nei confronti di nessuno, perché gli errori li abbiamo fatti noi per primi. Ci siamo fatti corrompere, chi più chi meno, entrando in un meccanismo che ci ha travolto”.
Dunque, no a discriminazioni, anche se, ha sottolineato Carlesi, “si può sbagliare in buona fede. Ma la cattiva fede non va perdonata”.





