L’AQUILA – “Il terremoto di Amatrice ha riproposto il dramma dell’Aquila, dal punto di vista emotivo, ma anche di quello della sicurezza delle abitazioni degli italiani. Ebbene le abitazioni ricostruite e messe in sicurezza all’Aquila hanno risposto nel migliore dei modi, una ragione in più riproporre con Officina L’Aquila e con rinnovato vigore il tema della sicurezza sismica”.
A parlare è Roberto Di Vincenzo, presidente della società di comunicazione Carsa e della Camera di Commercio di Chieti, annunciando che la manifestazione Officina L’Aquila, di cui è organizzatore, avrà una edizione straordinaria dal 26 al 28 ottobre prossimo, che farà seguito all’edizione canonica tenuta a maggio, all’Auditorium del Parco, organizzata dall’Ance e DA Carsa, frutto dell’esperienza proficua delle cinque edizioni del Salone della Ricostruzione, che ha visto ruotare nel capoluogo dell’Abruzzo colpito dal sisma 10 mila visitatori annuali arrivati da ogni parte d’Italia per visitare una vetrina esclusiva per tutte le tecnologie impiegate nella ricostruzione del cratere sismico.
“La nuova edizione – precisa Di Vincenzo – è ancora in fase di elaborazione, proprio in questi giorni, ma si può senz’altro anticipare che sarà incentrata sul tema della sicurezza”.
L’ambizione sarà insomma quella di proporre le tipologie di intervento post sismiche, in termini di messa in sicurezza e restauro conservativo, poste già in essere nel cratere sismico aquilano come una buona pratica, un modello da esportare nel mondo, e in primis nella ricostruzione che, si spera a breve, interesserà Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto, e tutti gli altri centri colpiti dal terremoto del 24 agosto.
“La comunicazione in Italia ha affrontato il tema in maniera superficiale – tiene ad evidenziare Di Vincenzo – nei fatti L’aquila ha risposto in modo straordinario al terremoto del 24 agosto, che è stato un vero è proprio collaudo: tutto è rimasto integro”.
Immotivate dunque, per Di Vincenzo, le paure e le voci diffuse sulla tenuta sismica delle case ricostruite.
“Basta fare un esempio: il convento di San Domenico è stato ristrutturato prima del terremoto del 6 aprile 2009, e non ha subito alcun danno. Ebbene, le case che si stanno ricostruendo devono rispettare criteri di sicurezza ancora più rigorosi rispetto a quelli adottati per San Domenico. Serve altro? Officina l’Aquila affronterà proprio questo tema”.
Altro tema che sarà affrontato, lo si può dare per scontato, sarà il piano di messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio a rischio in Italia, Casa Italia, annunciato dal presidente del consiglio Matteo Renzi.
“Avrà costi elevatissimi e ci vorrà molto tempo, – dice al tal proposito Di Vincenzo – ma bisogna pur cominciare. Andrà trovato un metodo e le risorse adeguate, nella consapevolezza, che a coti fatti costa più intervenire a catastrofi avvenute, che prima con la messa in sicurezza preventiva”.






