L’AQUILA – Semplificazione normativa da un lato e formazione di una short list di professionisti per l’assunzione a tempo determinato di altri 7-8 ingegneri.
Si muove su due canali il lavoro della Regione Abruzzo per superare l’imbuto che si è creato al Genio civile con l’entrata in vigore, da quest’anno, della nuova legge che ha sostituito il semplice deposito dei progetti con l’analisi di merito.
Le difficoltà riguardano tutte e quattro le strutture provinciali, ormai transitate alla Regione, ma quelle maggiori sono per il Genio civile dell’Aquila, impegnato con le istruttorie delle ristrutturazioni post-terremoto.
Alla riunione periodica di ieri si sono ritrovati attorno a un tavolo i rappresentanti dei costruttori dell’Ance, degli uffici della ricostruzione, Usra e Usrc, dei sindaci del cratere e degli ordini professionali.
“Abbiamo davanti un problema enorme – ammette il vice presidente della Regione Giovanni Lolli – che proveremo a risolvere con il potenziamento del Genio civile dell’Aquila, dove da un mese ci sono già 7 unità in più. Servono ingegneri strutturisti che stiamo reperendo tra il personale regionale, ma è ancora insufficiente, servono altre 7 o 8 persone che individueremo con una short list”.
Lolli immagina anche uno “snellimento normativo” che possa aiutare a smaltire l’arretrato.
I tempi del Genio civile sono spesso più lunghi di quelli degli Uffici speciali della ricostruzione, così i cantieri prendono avvio appena vengono autorizzati da Usra e Usrc senza procedere nelle parti strutturali, ma poi sono costretti a fermarsi se non arriva la validazione da parte del Genio.
Lancia un messaggio rassicurante l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano: “Nel caso un cantiere tardasse a causa del Genio civile, concediamo una sospensione dei termini che decorrono per la conclusione dei lavori, al fine dell’ottenimento del contributo, che generalmente sono di 24 mesi”.
“È uno dei motivi seri – fa osservare Di Stefano – per i quali non incorreranno nelle penali”.
L’entrata in vigore della legge, che è del 2001 ma la Regione Abruzzo l’ha a lungo procrastinata, “ha trovato gli uffici impreparati”, ammette l’assessore.






