L’AQUILA – Altro che “quindici giorni e si sblocca tutto”, come diceva l’assessore comunale all’Urbanistica, Roberto Riga (nella foto)! Si dovrà aspettare quasi certamente l’autunno per la ripresa dei lavori di costruzione della nuova scuola edile: un progetto da 4 milioni di euro, con il finanziamento di 2 milioni con fondi europei concessi dalla Regione messo a rischio dallo stop di oltre un anno per la necessità di una variante urbanistica non ancora approvata.
Richiamato per vedere se la sua previsione si è realizzata, Riga è altrettanto rassicurante: “Siamo arrivati a definire tutto, anche la Provincia è d’accordo”. Ma alla richiesta di ulteriori chiarimenti, rimanda al vice dirigente di settore del Comune, Marco Bolzari, che finalmente fa il punto tecnico e spiega che le cose sono un po’ diverse. Spuntano anche, a sorpresa, alcune lacune tecniche che vanno attribuite alla scuola edile.
“Sto integrando l’accordo di programma per la costruzione della struttura – spiega Bolzari – Ho chiesto un’integrazione all’ingegner Caroli, il progettista, perché nella tabella vanno precisati dati sulle superfici utili coperte e sulle distanze”.
Anche l’ente guidato da Goffredo Mascitti ha le sua parte di responsabilità sui ritardi, quindi. Ma non è finita.
Bolzari prova a snocciolare un programma di massima. “Una volta avute le informazioni dal progettista – prosegue – predisporrò la delibera per l’integrazione dell’accordo, che avrà un passaggio in Giunta e quindi l’approvazione in Consiglio. Se non verranno sospesi i lavori dell’assemblea nel mese di agosto, credo che verso la fine di questo mese potrebbe arrivare l’ok. A quel punto ci sarà da sottoscrivere l’accordo di programma da parte del sindaco, Massimo Cialente, del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e del presidente dell’Ente Mascitti”.
Sarà il penultimo passaggio per lo sblocco dei lavori: per far ripartire le ruspe, infatti, ad accordo firmato dovrà essere chiesto il permesso per costruire. “E in precedenza l’Ente scuola edile non lo aveva chiesto”, fa notare Bolzari, svelando dunque un’altra possibile causa di ritardo.
Insomma, se tutto va bene la costruzione ripartirà ad autunno inoltrato, ma, e qui torna a parlare l’assessore Riga, “non c’è alcun rischio che si perda il finanziamento”, come invece paventato da Mascitti.
La struttura nascerà nella zona di San Vittorino, a pochi passi dalla sede attuale, al chilometro 9 sulla statale 80. La variante si è resa necessaria per spostare di 30 metri i lavori, a causa di un ritrovamento archeologico: un piccolo edificio, forse una stalla, presumibilmente di epoca romana.
Non un sito archeologico di valore eccezionale, ma sufficiente per ricevere l’ultimatum della soprintendenza: il cantiere della nuova sede va spostato di trenta metri.
Una vicenda spinosa, della quale il sindaco Cialente qualche settimana fa ha dichiarato di non sapere assolutamente niente. Di tutt’altro tono sono state le dichiarazioni dell’assessore Riga, che a fine giugno aveva promesso lo sblocco in quindici giorni.
Avere una nuova sede è un’esigenza non più rinviabile: il presidente Mascitti ha infatti reso noto che sono circa 250 le persone che giornalmente frequentano la vecchia sede, “ormai insufficiente, che confina con la nuova”, e che lo scorso sono state circa tremila le maestranze nel settore delle costruzioni che si sono formate nella scuola edile. (alb.or.)
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