L’AQUILA – La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri preventivi nei confronti dell’ex proprietario (49%) e direttore generale di Collabora spa , Vittorio Ricciardi, nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita della società alla Provincia dell’Aquila che poi la trasformò in società pubblica in house. Le indagini della Procura della Repubblica dell’Aquila hanno portato a indagare 12 persone, tra cui Ricciardi, attuale direttore di Abruzzo Engineering (nella foto, la vecchia sede).
Le operazioni sono state coordinate dal comandante provinciale della Fiamme gialle, colonnello Giovanni Castrignanò, e dal tenente colonnello Leonardo Matera.
Il provvedimento è stato firmato dal Gip su richiesta della procura che indaga tra le altre cose sulle ipotesi di reato di truffa. I sequestri riguardano un’auto, una Maserati, ed immobili per una valore che si aggira intorno ai 350mila euro: due immobili sono all’Aquila un altro, una porzione, ad Ischia. Ricciardi è attualmente direttore generale di Abruzzo Engineering, società pubblica regionale, nata dalle ceneri di Collabora spa che dà lavoro a circa duecento persone e da mesi è alle prese con una crisi economico-gestionale dovuta alla carenza di commesse.
AE è controllata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Finmeccanica attraverso Selex Service Managment e al 10% dalla Provincia dell’Aquila. Abruzzo Engineering che dà lavoro a circa 200 persone, è stata creata per volere dell’ex presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, poi finito in carcere per l’inchiesta Sanitopoli, che la presentò in due eventi ai quali partecipò l’amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini. AE è in crisi di commesse e di liquidità e il suo futuro non è roseo.
Tra i 12 indagati dell’ambito dell’inchiesta sulla vendita di Collabora Spa alla Provincia dell’Aquila, oltre all’amministratore delegato, Vittorio Ricciardi, ci sono otto persone tra componenti del Cda e del collegio sindacale su cui pesa l’accusa di truffa e falso in bilancio e tre dirigenti della Provincia dell’Aquila, accusati di falso in bilancio.
E’ quanto emerge da una nota del Nucleo di Polizia Tributaria dell’Aquila che annuncia la denuncia all’Autorità Giudiziaria dell’amministratore delegato pro tempore ed otto appartenenti agli organi societari e di controllo della società mista pubblico-privata, “Collabora Spa” e il deferimento alla stessa autorità giudiziaria tre dirigenti della Provincia per il reato di abuso d’ufficio, per aver conferito direttamente alla società mista progetti di lavoro, in violazione di norme comunitarie e nazionali.
NEL 2006 LA VENDITA DI COLLABORA
In relazione alla condotta di Ricciardi e delle otto persone del Cda e del collegio dei revisori dei conti, i rilievi sono legati al fatto che le quote societarie di “Collabora Spa,, costituita per la gestione di servizi per l’impiego, partecipata per il 51% dalla Provincia dell’Aquila e per il 49% da un’azienda privata, Sviluppo Lavoro, secondo i finanzieri riconducibile a Ricciardi, sono state cedute all’ente pubblico, all’atto della trasformazione “in house” avvenuta nel 2006, ad un prezzo sovrastimato, attraverso artifizi contabili con le persone in oggetto che si sono rese responsabili dei reati di truffa e falso in bilancio. In particolare, le Fiamme Gialle hanno portato a termine un’indagine di polizia giudiziaria nel corso della quale è stata scoperta una frode perpetrata ai danni della provincia dall’amministratore delegato della società il quale, in concorso con gli organi di amministrazione e di controllo, dissimulando il dissesto societario causato da una mala gestio, falsificava i bilanci infrannuali e bilanci d’esercizio, determinando la sovrastima del valore delle quote di cessione a lui riconducibili per oltre 300.000 euro, traendo in inganno l’ente pubblico.
IL SEQUESTRO DEGLI APPARTAMENTI E DELLA MASERATI
Lo stesso amministratore delegato, inoltre, è stato denunciato per il tardivo versamento di ritenute erariali per importo superiore a 150.000 euro. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo due immobili all’Aquila, una porzione pari ad un quinto di un immobile sito in Forio (NA), azioni, partecipazioni societarie e l’autovettura dell’amministratore delegato, una Maserati del valore di 80.000 euro, per un valore complessivo pari alla somma indebitamente percepita di euro 312.053,96. Gli esiti dell’indagine saranno inviati anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti di L’Aquila ravvisandosi un nocumento erariale pari al valore della cessione delle quote.
I PASSAGGI SOCIETARI PER PREPARARE LA COSTITUZIONE DI AE
Sotto la lente di ingradimento della Gdf sono finite le mutazioni societarie che hanno preceduto la costituzione di Abruzzo Engineering. Le indagini hanno evidenziato che Collabora Engineering, da cui è nata AE, era controllata al 10% da quote personali di Ricciardi, e al 90 da Collabora Spa. A seguito di compravendite, il pacchetto di Collabora Engineering è diventato al 60% della Regione Abruzzo, al 30 di Vittorio Ricciardi e al 10 di Euro Servizi società pubblica di proprietà della Provincia. Questa la situazione nel dicembre del 2006: nel febbraio del 2007 Collabora Engineering viene trasformata in AE con il 30% di Ricciardi trasferito a Finmeccanica attraverso Selex Service Management. Euro Servizi nasce dopo l’acquisto da parte della Provincia dell’Aquila del 49% delle azioni private di Collabora Spa, quelle controllate dalla società Sviluppo Lavoro, che secondo la finanza erano ascrivili a Vittorio Ricciardi. Da sottolineare anche un altro aspetto: dal 2002 al 2007, nonostante avesse solo il 10%, Ricciardi è stato amministratore delegato di Collabora Engineering società che ha gestito 20 milioni di euro assegnati dalla Regione per progetti legati alla stabilizzazione degli Lsu.
FARS, (PRC): “NOI CONTRARI AD AE GIA’ DAL 2006”
L’AQUILA – “Già nell’Ottobre 2006 Rifondazione Comunista aveva espresso il proprio dissenso (da qui il voto contrario in Giunta da parte dell’Assessore PRC Mura) circa la nascita di “Abruzzo engineering”.
Ad affermarlo è il segretario regionale di Prc, Marco Fars.
“Non ci avevano convinto anzitutto la modalità di scelta dei soci, avvenuta senza evidenza pubblica (come poi ha evidenziato anche l’Antitrust), non eravamo convinti che l’Ente pubblico potesse esercitare il cosiddetto “controllo analogo” sulla società, non essendo questa totalmente pubblica (visto il 30% di quote di Finmeccanica) ed agendo su territori amministrativamente non rispondenti solo alla Regione; era poi discutibile la proliferazione di società regionali o a partecipazione della Regione spesse volte sovrapposte alle realtà già esistenti”.






