L’AQUILA – “Ciao papà. Non posso e non voglio venirti a trovare il 23 agosto. Gli anniversari mi fanno stare male. Come ancora con immutata rabbia penso ogni santo giorno alla mascalzonata che hai subito”.
Lo scrive, sul suo profilo facebook, Guido Del Turco, giornalista del Tg5, figlio di Ottaviano Del Turco, morto il 23 agosto dell’anno scorso nella sua Collelongo, in provincia dell’Aquila. segretario della Cgil nazionale, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, ministro della Repubblica e infine presidente della Regione Abruzzo dal 2005 al 2008, carica dalla quale si dimise, in seguito al suo arresto disposto dalla Procura di Pescara nell’ambito della oggi ancora controversa inchiesta di Sanitopoli, su presunta concussione e corruzione nei rapporti con le cliniche private. Vicenda giudiziaria che si è basata sulle accuse dell’imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini, e che si è conclusa solo nel 2018, con la condanna a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita da parte della Corte di Cassazione, decaduta nel 2017 presso la Corte d’Appello di Perugia l’accusa di associazione per delinquere perché “il fatto non sussiste”.
Un calvario giudiziario che ha stroncato la sua carriera politica e ha minato anche la sua salute: malato da tempo di un tumore e affetto dalla malattia di Alzheimer Del Turco si è spento all’età di 79 anni.
Scrive dunque ancora il figlio “Mi chiedo sempre se ci sia qualcuno che abbia voglia, magari contattandomi, di liberarsi la coscienza. Mi chiedo anche come faccia la segretaria del Partito democratico Elly Schlein a fare la sacrosanta battaglia per gli ospedali pubblici e, contemporaneamente, a consentire che il gruppo dirigente abruzzese ospiti ancora chi non fa mistero, anzi esibisce, i suoi rapporti con i padroni delle cliniche private”.
Questo perché, per Guido Del Turco, “la vicenda di papà è tutta lì”.





