L’AQUILA – “Stiamo raccogliendo le firme per la richiesta di referendum contro il Fiscal Compact e il Mes. Partecipate alla nostra campagna contro l’austerità, sostenere il programma con cui Ross@ indica una alternativa alla regressione sociale, economica e democratica imposta dai grandi gruppi capitalisti e dall’Unione Europea e l’unica alternativa possibile. Abbiamo gia raccolto centinaia di firme continueremo  a farlo anche durante le prossime feste. cosi come ci stiamo muovendo in tutta italia con convegni e manifestazioni contro la Troika”.

Il movimento Ross@ dell’Aquila si schiera apertamente contro l’Euro.

“Chiediamo al Parlamento – si legge in una nota firmata dall’esponente del movimento, Alfonso De Amicis – che venga indetto un referendum di indirizzo costituzionale sul trattato fiscale, il cosiddetto Fiscal Compact, e sul meccanismo di Stabilità Europeo, il Mes. Questi trattati rappresentano una devastazione del presente e una ipoteca sul futuro per le condizioni di vita dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati e dei settori popolari. Essi rappresentano inoltre una violazione della democrazia e snaturano la stessa Costituzione, dato che hanno imposto l’obbligo del pareggio di bilancio. Nessun trattato Europeo, vincolante per il paese, a nostro avviso doveva e dovrà essere adottato senza un referendum popolare”.

“Dicono che in Italia non si può decidere sui Trattati internazionali a causa del divieto contenuto nell’articolo 75 della Costituzione, ma i trattati europei dirigono le politiche pubbliche di ogni stato membro compresa l’Italia. I Trattati europei sono un fatto interno e dunque si può e si deve svolgere un referendum di indirizzo popolare sul Trattato fiscale e sul Mes”, prosegue De Amicis.

“Noi ci battiamo per il ripudio del debito pubblico accumulatosi negli ultimi venticinque anni – tuona – nessun Paese e nessuna società è in grado di pagarlo e di pagarne gli interessi senza dover procedere ad un massacro sociale insopportabile. I soldi ottenuti tagliando Sanità, il Lavoro, le pensioni, la scuola, finiscono nelle mani delle banche responsabili della crisi che si stanno arricchendo anche con il debito pubblico”.

Inoltre, Ross@ chiede la “nazionalizzazione delle principali banche e delle aziende sInotrategiche per l’energia, le telecomunicazioni e i trasporti. La nazionalizzazione va estesa a industrie che sono patrimonio, risorsa ed emergenza per la società come l’Ilva e L’Alcoa. Bisogna difendere la democrazia e il suo svilippo, l’Unione Europea è guidata dalle nuove forme di governance, che altro non è che il dominio della Troika composta dalla Commissione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE, che impongono i diktat dei mercati finanziari. Partito democratico e Popolo della libertà hanno già cambiato l’articolo 81 della Costituzione per imporre il pareggio di bilancio, ora vogliono imporre il regime del primo ministro e il presidenzialismo. Vogliono conservare un sistema elettorale maggioritario, mentre la rappresentanza per essere democratica e pluralista richiede un sistema elettorale proporzionale. Le controriforme della Costituzione, il presidenzialismo, le leggi elettorali maggioritarie, sono una minaccia per la democrazia”.

Per De Amicis, serve “uno stretto corrdinamento permanente con tutte le forze sociali, sindacali, politiche dei paesi europei, in primo luogo Portogallo, Grecia e Spagna, per una piattaforma comune contro i diktat della troika Bce-Ue-Fmi. Un coordinamento che va estesa alle medesime forza anticapitaliste che agiscono nei paesi del Mediterraneo Sud”.