L’AQUILA – “Quando mi hanno detto quello che era successo mi sono sentita male, e sto ancora male”.

È scoraggiata e allo stesso tempo furiosa la signora Gabriella Santoro dell’associazione “Le nicchie”, che nell’esprimere lo sconforto per il monumento imbrattato da vandali questa notte non riesce a trattenere le lacrime di rabbia per il gesto incivile.

“Sono disperata e molto arrabbiata – dice – con questi ragazzi maleducati e stupidi e con i loro genitori, che non sono stati capaci di educarli. Nessuno ha capito cosa significava il restauro delle nicchie. Era un nuovo inizio, la resurrezione della città. Ma forse non ce lo meritiamo”.

L’amarezza della signora Santoro è anche per il lavoro che l’Ance ha fatto per restituire alle nicchie, danneggiate dal terremoto, il loro splendore.

“Penso – conclude amaramente – a tutte le persone generose che ci hanno lavorato e che in un mese sono riuscite a fare il miracolo. E in una notte tutto è andato distrutto”.