L’AQUILA – La Commissione Europea ha deciso di non accogliere la richiesta di aiuti avanzata da 11 regioni italiane tra cui l’Abruzzo che hanno subìto danni in seguito alle nevicate eccezionali dello scorso febbraio.
Lo si è appreso da fonti comunitarie.
Secondo Bruxelles, la richiesta “non risponde ai criteri fissati” per l’intervento del Fondo europeo di solidarietà.
Oltre all’Abruzzo, l’amara decisione colpisce anche Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria.
Cominciata il 31 gennaio 2012, l’ondata di nevicate è durata per due settimane intere, fino a metà febbraio.
Neve e ghiaccio hanno flagellato l’Abruzzo, causando 9 morti e danni per almeno 240 milioni di euro, di cui 32 all’agricoltura, in tutto la regione.
Sono stati ben 279 su 305 complessivi i Comuni interessati.
Ammonta a 22 milioni di euro la spesa degli enti locali per affrontare l’emergenza.
Numeri che all’Europa non interessano.
GIULIANTE: ”COMUNI A RISCHIO DEFAULT”
“Tanti Comuni rischiano il default dopo che l’Europa ha negato i fondi per il ristoro dei danni della nevicata record di febbraio”.
A lanciare l’allarme è l’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante, per il quale “bisogna comunque trovare una soluzione, non è possibile che i Comuni che sono stati attivati dall’anello apicale del sistema di protezione civile (i prefetti, ndr), dando anche disposizioni su cose da fare a tutti i costi, ora si trovino non solo scoperti, ma in situazioni che potrebbero portare al default”.
La mobilitazione è partita già da tempo. “Avevo chiesto – ricorda Giuliante – che per lo meno un primo segnale venisse fuori dalla possibilità di concedere spese in deroga al patto di stabilità, ma neanche questo è stato concesso. Bisogna ora verificare quale intervento la Regione dovrà mettere in piedi per superare la situazione di difficoltà”.
In questo senso verrà promossa una mobilitazione collettiva: “È necessario fare sistema da parte di tutte le istituzioni – afferma l’assessore – anche perché sarebbe un precedente molto grave che potrebbe avere riflessi anche su altre situazioni: i Comuni, che si sono spesi e attivati attraverso il sindaco, prima autorità di protezione civile, le prossime volte potrebbero avere difficoltà perché sapranno che intervenire potrebbe comportare un’insolvenza dell’ente”.
In sostanza, con questo andazzo la prossima volta gli enti potrebbero decidere di non intervenire per non andare in rosso, abbandonando i cittadini a se stessi. (alb.or.)






