AVEZZANO – Un’insegnante di scuola superiore, accusata di abuso dei mezzi di correzione ai danni di una sua studentessa dell’Istituto Superiore “Galilei” di Avezzano (L’Aquila), é stata assolta dal tribunale dopo un  processo iniziato 5 anni fa. Lunedì 12 febbraio c’è  stata  l’assoluzione pronunciata dal Giudice Anna Cuomo, da poche settimane insediatasi come Magistrato della Sezione penale del Tribunale di Avezzano.

La docente è stata difesa dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia del foro di Avezzano.

I fatti risalgono al 2015, allorché la madre  del fidanzato della studentessa dell’Istituto Tecnico Economico di Avezzano denunciò la docente della classe frequentata dalla ragazza. Le vessazioni sarebbero cominciate proprio a motivo della relazione sentimentale tra i giovani studenti, in quanto il ragazzo, figlio di un noto imprenditore locale, avrebbe avuto precedenti attriti con la stessa insegnante, a tal punto da essere costretto a trasferirsi in un’altra sezione dell’Istituto per evitare contrasti.

La donna si è poi costituita  parte civile insieme al figlio e laa sua fidanzata, tutti  dichiaratisi vittime delle condotte illecite dell’insegnante, con l’assistenza del legale Roberto Verdecchia, del foro di Avezzano.

Secondo la versione della pubblica accusa poi disattesa dal giudice, l’insegnante avrebbe cominciato a perseguitare la studentessa mediante comportamenti lesivi della sua riservatezza, emarginanti e vessatori. In più occasioni l’avrebbe denigrata davanti a tutta la classe, facendo riferimento sempre al suo fidanzato, mentre in altra occasione avrebbe escluso l’alunna da alcuni regali portati soltanto ai suoi compagni di classe, motivando tale disparità di trattamento con il fatto che la ragazza avesse un fidanzato facoltoso, che poteva permettersi regali ben più costosi.

Le condotte ritenute illecite avrebbero arrecato danni alla salute della studentessa, costretta a ricorrere alle cure di uno psicologo per un anno, e al suo fidanzato, costituitisi entrambi parte civile insieme alla di  lui madre al fine di richiedere un risarcimento del danno pari a 15.000 Euro.

I legali della docente hanno evidenziato, invece, la presenza di notevoli e plurimi elementi contraddittori nella narrazione della denunciante e dei testi di parte, ritenendo configurabile una sostanziale inattendibilità della versione della denunciante, della studentessa e del suo fidanzato, mentre le testimonianze rese dai compagni di classe hanno escluso ogni atteggiamento intenzionalmente pregiudizievole della docente. Il verdetto ha dato ragione a quest’ultimi, ponendo fine all’incubo della docente durato ben cinque anni. Ora potrà finalmente godersi la pensione, senza più il pericolo di una condanna che macchi in modo indelebile 40 anni di carriera scolastica.