L’AQUILA – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come caldeggiato in precedenza da uno dei componenti della Commissione Bilancio della Camera, l’abruzzese di adozione Giampiero Catone, ha avviato un’indagine per stabilire le cause, le dinamiche ed eventuali responsabilità dell’affondamento della nave Costa Concordia al largo dell’isola del Giglio.
“Bisogna verificare cos’è accaduto e fare chiarezza al più presto sulle responsabilità”, aveva fatto sapere Catone che è anche direttore del quotidiano “La Discussione”.
A comunicare l’apertura dell’inchesta è il ministero stesso in una nota.
La procura di Grosseto, da parte sua, ha avviato un’indagine ipotizzando i reati di naufragio, disastro e omicidio colposo.
“Non ci sono ancora indagati, dobbiamo verificare chi era al comando della nave, dove si trovava il comandante”, ha riferito il procuratore capo, Francesco Verusi.
IL COMUNICATO DEL MINISTERO DEI TRASPORTI
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in stretto raccordo con il comando generale della Capitaneria di Porto, ha avviato un’indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause, ed eventuali responsabilità dell’affondamento della nave Costa Concordia.
Il vice ministro Mario Ciaccia e le strutture tecniche del ministero sono in costante contatto da stamane con la competente capitaneria per assicurare il massimo supporto del Mit alle operazioni di gestione dell’emergenza.
Nel corso delle operazioni, il Comandante della Capitaneria di porto di Livorno ha provveduto a mettere in sicurezza la nave per evitare fuoruscite di sostanze inquinanti, anche attraverso il travaso del prodotto verso altre unità.






