L’AQUILA – Quante volte ascoltando una nuova canzone, viene da chiedersi: “ma non somiglia molto a quell’altra canzone, tanto famosa..?”.

Diversi sono i casi di plagio che hanno investito i grandi nomi della musica, sia nazionale che internazionale.

Uno dei più famosi è sicuramente quello che ha riguardato il re del pop Michael Jackson, condannato a quattro milioni delle vecchie lire per aver copiato “I cigni di Balaka” del cantante italiano Albano Carrisi nella sua “Will you be there”.

Ma ancora più spesso, però, sono i musicisti che operano nell’ombra della scena musicale underground a essere le vittime predilette dei big della musica, o meglio, delle major discografiche che sempre più spesso scrivono le canzoni che decretano il successo dei propri cantanti.

“Ma non somiglia tanto a…?” lo ha pensato anche Marco Contento, batterista di Pescara, ascoltando un giorno la canzone dei Modà, “Sono già solo” che passava in radio.

Il particolare amaro è che la canzone in questione assomiglia molto alla sua “Anima Nera”, brano che Contento ha presentato insieme ad Antonietta Menegatti (in arte Edea) a Sanremo Lab nel 2008.

ASCOLTA IL CONFRONTO TRA LE DUE CANZONI

Le note sono sette e le loro combinazioni non saranno infinite, ma tra le due canzoni ben “72 note su 76 sono identiche ritmicamente. Di queste, 16 sono identiche anche melodicamente – spiega Marco – A livello probabilistico, è come se la stessa persona giocasse sei volte al Superenalotto e tutte e sei le volte azzeccasse la combinazione vincente”.

Ma come è avvenuto il contatto tra il brano di Marco ed Edea e il gruppo rock, idolo di tanti teenager?

“Dopo Sanremo Lab – spiega Marco – dove ci siamo piazzati terzi dopo Arisa e l’aquilana Simona Molinari, ho avuto contatti con varie case discografiche, tra cui anche quella dei Modà. A loro ho inviato il brano, poi l’ultimo contatto via email c’è stato a febbraio 2010. A fine marzo dello stesso anno è uscito il singolo dei Modà, che ha decretato il loro successo”.

Il “caso Modà” viene ripreso da alcuni siti, Marco prova a postare il video su Youtube ma alcuni hacker gli bloccano l’account sul sito.

Marco, che ribadisce di non voler lanciare nessuna accusa, si muove intanto per le vie legali. “Le affinità tra i due brani sono state avvalorate dalla perizia di parte che ho fatto fare – spiega – Il resto si vedrà. Dico solo di premere ‘play’ e ascoltare i due brani. Ognuno si faccia la propria idea”. (e.m.)