PESCARA – Il Mondo, l’Abruzzo e Napoli uniti in nome della musica in un mix perfetto di diversi stili e culture, all’insegna dell’innovazione e con uno sguardo sempre attento alla tradizione melodica partenopea.

È questa l’idea da cui nasce lo spettacolo “Acustico Napoletano” dei Lindo Terrenzio Quartet, che andrà in scena domani sera alle ore 21.30, con ingresso gratuito, nella suggestiva cornice dell’Ex Aurum di Pescara.

Il concerto rientra nell’ambito delle manifestazioni legate a “Tener – a – mente”, la rassegna di spettacoli, arte e cultura promossa dall’amministrazione comunale pescarese per l’estate 2011.

Artisti abruzzesi che suonano e cantano i brani della grande canzone napoletana, riarrangiandoli in maniera innovativa attraverso una chiave che guarda a stili musicali provenienti da tradizioni lontane, dalla bossanova allo swing, dal jazz al soul.

“Si tratta di una manifestazione per cui nutro un particolare entusiasmo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Elena Seller – per via della comprovata valenza artistica dei musicisti e del repertorio proposto, ma anche in virtù delle mie origini napoletane” e, detto da una napoletana, non è poco.

Si tratta sicuramente di una scelta coraggiosa, la canzone napoletana nasce da una tradizione molto antica e rappresenta un qualcosa che va al di là del semplice intrattenimento musicale, è un qualcosa di più profondo, un simbolo identitario per cui i napoletani nutrono un senso di appartenenza viscerale e sanguigno.

“Siamo consapevoli dell’elevata ambizione del nostro progetto – afferma Lindo Terrenzio, pianista del gruppo – ma voglio sottolineare che ci siamo avvicinati alla musica partenopea con profondo rispetto. Il nostro spettacolo nasce da un lungo lavoro di studio della tradizione della grande canzone napoletana che è stata riletta in chiave un po’ più moderna e frizzante attraverso degli arrangiamenti acustici che si richiamano a stili musicali stranieri, ma le melodie non sono state assolutamente toccate”.

Proprio in virtù di questo rispetto, particolare importanza è stata data anche allo studio della pronuncia, definita “essa stessa melodia” da Terrenzio, a cui la cantante Marianna Capone si è dedicata in maniera molto puntigliosa.

“Ogni interpretazione va presa per quella che è – afferma la Seller – d’altronde la canzone napoletana è un qualcosa che talmente identifica la cultura e la città di Napoli che la sua celebrazione, sotto ogni forma, non può mai rappresentare un rischio di offenderne l’identità”.

Senza considerare che, come affermano i musicisti, i primi a rileggere in chiave alternativa alcuni brani della tradizione partenopea sono stati alcuni tra i maggiori esponenti della canzone napoletana, Renzo Arbore e Renato Carosone per citarne alcuni.

“Non è la prima volta, tra l’altro, che questo spettacolo viene presentato al pubblico – continua Terrenzi – e fino ad ora abbiamo sempre registrato un grande successo”.

L’idea vincente sembra stare proprio nella mescolanza tra tradizione e innovazione, caratteristica che permette ad “Acustico Napoletano” di coinvolgere un pubblico a 360°, avvicinandosi ai giovani attraverso i ritmi inebrianti come quelli del samba e dello swing e, allo stesso tempo, rievocare in un pubblico più datato la magia della grande musica tradizionale, attraverso un repertorio che comprende alcuni tra i brani più famosi della canzone napoletana, da “O’ surdat nnammurat” a “Spingole Francese”, con una chicca particolare: verrà infatti eseguita un’antica tarantella del ‘600 riletta in chiave bossanova.

Oltre che esibizione musicale, “Acustico Napoletano” vuole essere anche un momento di approfondimento culturale ogni brano sarà infatti introdotto da un momento informativo sulla sua origine e sui suoi aspetti letterari.

“Speriamo in un grande successo di pubblico – afferma la Seller – per la qualità del repertorio e per la valenza de gli artisti del Lindo Terrenzio Quartet. I componenti della band, il batterista Danny Manzo, il contrabbassista Pierpaolo Catena, il pianista Lindo Terrenzio e la cantante Marianna Capone, sono infatti tutti musicisti professionisti e di fama”.

La Pescara “Città Dannunziana” per una sera sarà, dunque, anche città “interculturale” e “napoletana” e di questo ne sarebbe stato ben lieto lo stesso D’Annunzio, il quale ebbe con la città partenopea un profondo legame che portò il “Poeta” a trasformarsi in “autore di canzoni”.

È opera sua, infatti, “A’ vucchella”, celebre brano ancora oggi proposto dai più grandi cantanti napoletani.