MONTEREALE – Cade ancora una volta, la seconda in due anni, l’amministrazione comunale di Montereale (L’Aquila).
Oggi, infatti, si sono dimessi cinque consiglieri comunali, in particolare tre di minoranza, Osvaldo Di Carlo, Gianni Sabatini e Fabrizio Stocchi, e due eletti con la maggioranza di centrodestra che hanno cambiato schieramento, Alberico Soccorsi e Donato De Santis.
Inutili le trattative dell’ormai ex sindaco, Anna Rita Laurenzi, e gli inviti a ripensarci. L’esito è stato lo stesso del luglio 2010, quando Lucia Pandolfi perse sette consiglieri su 12 e fu costretta a lasciare la fascia tricolore. Allora fu nominato il commissario, Iolanda Rolli prima e Francesco Zito poi, che dovettero gestire tutta la fase dello sciame sismico che impaurì i Monti Reatini.
Montereale, comune storicamente governato dal centrosinistra, proprio alle ultime amministrative dello scorso maggio era stato conquistato a sorpresa dal centrodestra, ma sul cambiamento ha influito notevolmente il fatto che lo schieramento di centrosinistra si sia presentato diviso, disperdendo i voti.
L’AQUILA – Voce tesa, parlata veloce, è sicuramente un momentaccio per Anna Rita Laurenzi, neo nonché ex sindaco di Montereale dopo le dimissioni di cinque consiglieri che hanno fatto cadere l’amministrazione ad appena tre mesi dall’insediamento.
Intervistata da AbruzzoWeb, rimanda al mittente le critiche di inattività, rivendica lo sblocco della ricostruzione e lascia solo intuire quello che pensa dei due consiglieri di maggioranza che hanno saltato il fosso e cambiato schieramento, consegnando il Comune ad altri lunghi mesi di gestione commissariale.
La Laurenzi, infine, non esclude una ricandidatura ma non vuole parlarne a caldo.
Sindaco Laurenzi, cosa è successo?
Cinque consiglieri, tre di minoranza e due di maggioranza che avevano costituito un gruppo autonomo, hanno deciso dare le dimissioni, facendo cadere il Comune.
Se lo aspettava?
Questo gesto era stato anticipato da una lettera inviata al prefetto lo scorso 15 luglio per chiedere cosa sarebbe successo, quindi sì, me l’aspettavo.
Che valutazione dà dell’accaduto?
Non devo valutarlo io, ma il popolo che ha votati e messo lì quei consiglieri.
È la conferma che a Montereale le cose per il centrodestra saranno sempre difficili?
Sono difficili se se le complica il centrodestra, visto che due consiglieri di maggioranza hanno costituito un gruppo autonomo. Vuol dire che il centrodestra non governa il territorio. Se chi ha vinto le elezioni sta in maggioranza, in teoria non c’è problema. Ma far commissariare un Comune appoggiato dal centrodestra a soli tre mesi dalla nomina è un invito alla riflessione.
I consiglieri di opposizione dicono che il Comune è fermo e che lei ha lavorato male.
Non mi sembra di aver lavorato male. Ma poi la risposta alle critiche è ovvia: a soli tre mesi dall’insediamento che cosa si poteva risolvere? Al massimo, inviare lettere e fare relazioni sui problemi, cosa che ho fatto. Capirei se mi accusassero di aver lavorato male dopo due anni. Inoltre, sappiamo tutti che da metà luglio a fine settembre la pubblica amministrazione è in ferie, perciò…
È più delusa o arrabbiata?
Né l’una né l’altra, semplicemente ne prendo atto. Mi sono candidata, ho vinto, ce l’ho messa tutta, la sconfitta e la delusione sono più del popolo, certo mi dispiace per chi ha creduto in me. Anche perché ho sbloccato la ricostruzione e anche ottimamente, lo sanno tutti. Forse do fastidio per questo.
Si ricandiderà alle prossime elezioni?
È una decisione che non posso prendere adesso, non si decide mai a caldo. Non lo so quello che farò, ora non ho gli elementi per decidere e perciò non decido.
“È un segnale pessimo, però non lo abbiamo fatto con felicità: per noi è stata una scelta obbligata”.
Ammette la singolarità di un Consiglio comunale sciolto due volte in due anni il consigliere di minoranza Osvaldo Di Carlo, tra i dimissionari che hanno portato alla caduta del Comune di Montereale e del sindaco Anna Rita Laurenzi, ma rivendica ad AbruzzoWeb le ragioni di uno strappo che costerà caro.
“Atti del genere – spiega – sono sempre pesanti e lasciare un’altra volta il Comune in mano a un commissario è un atto grave. Ma dalle nostre parti diciamo che quando c’è un tumore si deve operare. Che voglio dire? Che era una scelta obbligata, se fossimo rimasti così avremmo trascinato questa situazione per mesi, per poi arrivare comunque a questo risultato”.
“La situazione è precipitata perché la prima cosa fatta dal sindaco è stata spaccare la maggioranza e due consiglieri sono passati nel gruppo misto. Questa è stata la causa scatenante, inoltre nessuno è riuscito a ricomporre la situazione, cercando di far ragionare il sindaco sui problemi”.
Ma quali sono i problemi? “Montereale – spiega Di Carlo – è nel degrado totale, ci sono tante strade chiuse come via Le Pezze, la 105 da Marana a Ville di Fano, la Marana-Cabbia, la strada Interpoderale via Angelo Maria Ricci, chiusa per una grossa frana. Ma i problemi non si risolvono solo sbarrando le strade”.
Quando cadde Lucia Pandolfi, di centrosinistra, furono in sette a dimettersi. Stavolta ne sono bastati cinque. “Il ministero ce lo ha confermato – spiega ancora il dimissionario – Nel giro di un paio di giorni arriverà il commissario e penso che a primavera si torna alle votazioni. Abbiamo battuto ogni record”, conclude con amarezza.
LA NOTA: ”INCAPACITA’ DI GESTIRE E POCA COLLABORAZIONE”
“Incapacità di gestire”, “collaborazione disattesa”, “impossibilità di vedere un futuro”.
Così, in una nota, i cinque consiglieri dimissionari che hanno fatto cadere il Comune di Montereale (L’Aquila) giustificano il loro gesto che comporterà l’arrivo di un commissario prefettizio.
“Tale decisione, ponderata e sofferta, avvenuta dopo numerosi tentativi di dialogo con il sindaco Anna Rita Laurenzi – si legge nella nota dei dimissionari – è stata intrapresa poiché riteniamo che in questi mesi si sia dimostrata l’incapacità di gestire la cosa pubblica da parte del sindaco e della Giunta”.
Secondo gli insorti, “il Comune di Montereale versa in una situazione di abbandono e con problemi assolutamente urgenti e gravi che questo sindaco non ha saputo affrontare, andando allo scontro con i consiglieri della sua maggioranza e dell’opposizione. La collaborazione che in questi frangenti doveva essere obbligatoria – accusano – è stata puntualmente disattesa dal sindaco e dai componenti della Giunta”.
“Vista l’impossibilità di vedere un futuro per il nostro Comune con gli attuali amministratori – incalzano – i consiglieri hanno preso questa dolorosa decisione che è una sconfitta per tutti ma che si spera aprirà nuove opportunità”.
“I consiglieri dimissionari – concludono i cinque – consci della situazione critica del Comune rimarranno a disposizione dei cittadini con una organizzazione che vuole essere a supporto del commissario che sarà nominato”.
“La situazione del Comune di Montereale mi sembra la storia infinita!”.
È già informata di quanto accaduto oggi con le dimissioni di cinque consiglieri e la seconda caduta in due anni dell’amministrazione Roberta Di Silvestro, capo di gabinetto della prefettura di Teramo ed ex vice commissario prefettizio di Montereale dall’estate 2010 alle ultime elezioni amministrative di maggio assieme ai commissari Iolanda Rolli prima e Francesco Zito poi.
“Dopo quei mesi intensi – spiega ad AbruzzoWeb – sono rimasta in contatto con Montereale. Purtroppo il nuovo Consiglio non è durato neanche quattro mesi, non sono mai riusciti a mettersi d’accordo o a farlo funzionare. Una situazione imbarazzante che non mi fa piacere, neanche da cittadina”.
La Di Silvestro ha seguito anche la vicenda del quesito inoltrato al ministero dell’Interno dai consiglieri sugli effetti che avrebbero avuto sull’amministrazione le dimissioni di cinque persone.
“Il voto di maggio – aggiunge la funzionaria – è stato il primo con la nuova legge elettorale. Un Consiglio in cui non c’era una maggioranza della metà più uno non avrebbe mai potuto funzionare, perciò sarebbe stato paradossale se il ministero non avesse confermato lo scioglimento con cinque dimissioni”.
Sarà di nuovo il tandem Zito-Di Silvestro a commissariare Montereale? “Su questo decide il prefetto Giovanna Iurato, certo è presto dirlo ora anche perché mancano ancora comunicazioni ufficiali. Se tornerei a Montereale? Se me lo chiedono, mi prendo 24 ore per decidere”, conclude.




