L’AQUILA – Rimpatriata aquilana per Paolo Stringara, ex allenatore dell’Aquila Calcio nella stagione 2000/2001, quella che vide i colori rossoblù issarsi fino al primo posto del girone B di serie C1 per poi crollare nella seconda parte della stagione.
Il tecnico toscano, 48 anni, quest’anno esonerato dal Cosenza dopo una sola sconfitta in sette partite, è arrivato in città assieme alla moglie Alessandra e ai figli Aurelio e Vittoria, accompagnato dall’amico e collaboratore Nino Grottini.
Dopo aver fatto un giro nella “zona rossa” fino all’abitazione dove viveva nella sua annata nel capoluogo, ha poi visitato la redazione di AbruzzoWeb.
“Avevo visto le immagini dell’Aquila in televisione – ha spiegato – ma vedere dal vivo quello che è successo è tutta un’altra cosa, pazzesco. All’inizio, quando ho visto le facciate intatte, anche se puntellate, ho pensato che la situazione fosse meno grave, ma poi mi sono affacciato dentro un portone e ho visto che i palazzi non ci sono più”.
Quanto alla sua casa dietro piazza Duomo, in pieno centro, “è una di quelle che mi sembra messa meno peggio. Era transennato – ha svelato – ma volevo vederla a tutti i costi e così abbiamo scavalcato, prendendoci pure una strillata da alcuni operai perché eravamo senza casco!”.
Con Stringara, che ha legato la sua carriera in serie A al Bologna, ma che ha giocato anche con l’Inter vincendo una Coppa Uefa nel 1991, si è parlato inevitabilmente di calcio, in particolare di quella stagione bella e maledetta vissuta nel capoluogo.
“Mi chiamarono il presidente, Michele Passarelli, e il direttore generale, Lorenzo Perrone – ha ricordato – Non conoscevo la società e la piazza, così chiesi loro cinque giocatori per venire: me li presero tutti, con contratti anche troppo buoni. Poi a gennaio il budget era finito, da lì la discesa”.
La squadra, che vantava veri e propri califfi della terza serie, da Lorenzo Battaglia a Gabriele Grossi, da Davide Di Nicola ad Andrea Cecchini, cominciò una lenta e inesorabile calata, che portò L’Aquila dal primo al nono posto, con la mancata partecipazione agli spareggi per la promozione in serie B.
“Nel calcio ne ho passate tante – ha ammesso l’allenatore – ma quell’annata lì in particolare ancora non mi va giù. È rimasta un’incompiuta”.
Prima di ripartire un augurio ai rossoblù di oggi e un’idea: “Speriamo vincano il campionato, a quel punto potremmo organizzare un’amichevole tra la squadra di oggi e quella di allora. Se torno, però – ha promesso Stringara – non alleno: gioco!”. (alb.or.)



