SAN SALVO – Portare a compimento la riforma dell’Azienda regionale delle attività produttive, con la fine della fase commissariale, rivendicando comunque la bontà della prima versione, che rispondeva “alle richieste delle imprese”, poi smontata e stravolta in Consiglio regionale dallo stesso centrodestra. Sì deciso all’allargamento della giunta e alla riforma elettorale, “prevista del programma”. No al salario minimo proposto dal centrosinistra per le commesse regionali, “legittima provocazione, ma le tutele già esistono”.

Sono solo alcuni dei temi toccati, nell’intervista ad Abruzzoweb, da Tiziana Magnacca, 54enne assessore regionale di Fratelli d’Italia, avvocato ed ex sindaco di San Salvo, in provincia di Chieti, dove è ora presidente del consiglio comunale ed ex presiedente il Civeta, e che alle Regionali del marzo 2024, che hanno sancito la riconferma del presidente Marco Marsilio, di Fdi, è stata la quarta più votata in Abruzzo con 9.617 preferenze.

Tra i piatti forti dell’agenda politica e dell’attività di Magnacca c’è innanzitutto l’Arap: dopo il commissariamento a fine 2024, non senza scontri intestini tra giunta e consiglio, su iniziativa di Marsilio e della stessa Magnacca è stata approvata la legge di riforma, e dopo un braccio di ferro nelle commissioni, è stata stravolta la prima ipotesi presentata da Magnacca, che prevedeva la nascita di un nuovo ente, l’Aruap con l’attuale Arap degradato a bad company, accollandosi 20 milioni di debiti a seguito della fusione con il Consorzio industriale di Chieti e Pescara, e con la prospettiva della liquidazione. Alla luce del cronoprogramma previsto dalla stessa norma per arrivare alla fine del commissariamento, decisivo è ora il report sulla situazione debitoria e finanziaria del consorzio industriale, le cui funzioni dovranno essere eventualmente prese in carico da Arap, come per tutti gli altre aree industriali. Nella legge di riforma il cda passa poi da tre a cinque componenti, uno dei quali riservato all’opposizione, e la nomina, altra importante novità, avverrà con il voto del Consiglio regionale, e non da parte della giunta.

“L’Arap  – spiega dunque l’assessore – trascina sin dalla sua nascita un vizio se vogliamo genetico, che non è imputabile a nessuno in particolare, ma che la rende spesso inoperativa rispetto al punto di vista del mondo delle imprese, e ad incidere è anche il carico debitorio abbastanza pesante”. 

Alla luce di questo, prosegue Magnacca, “ho formulato la mia proposta, considerata la responsabilità che io ho nei confronti del mondo imprenditoriale, che chiede le condizioni per essere ancor più competitivo. Avevo immaginato un disegno, poi è stato rivisto dal consiglio regionale”.

“Quando dunque finirà il commissariamento?” a questa domanda risponde l’assessore: “l’iter è nelle mani di Arap che adesso dovrà rimettere al mio dipartimento la relazione sull’esito della due diligence necessaria a capire se è possibile raggruppare la gestione di tutte le aree industriali sotto l’Arap, oppure se dobbiamo fare scelte diverse. Quindi siamo ancora in fase di studio, e solo dopo questo passaggio si potrà tornare all’ordinarietà della gestione”.

Altri sono comunque i fronti caldi su cui l’assessore è impegnata: “c’è la costituzione Agenzia regionale Abruzzo lavoro, Aral, varata ad agosto scorso, che riorganizza i servizi delle politiche attive del lavoro, da portare a regime. Abbiamo l’obiettivo di portare a casa una riforma condivisa con le associazioni di categoria per quel che riguarda l’artigianato per noi molto importante, e stiamo lavorando ad un riordino del mercato del lavoro, rispetto ad una legge che ha trent’anni, una nuova norma che contiene anche altre forme di incentivi non solo alle imprese ma anche all’occupazione, con una formula innovativa a valere anche sui fondi europei”.

E ancora, “stiamo lavorando all’aggiornamento la legge sul commercio, con particolare attenzione sulle transazioni commerciali dai temporary shop che stiamo studiando e a breve convocheremo anche le associazioni di categoria per meglio disciplinare l’e-commerce negli spazi aziendali, una modalità sempre più diffusa. Abbiamo appena pubblicato la preview del microcredito, per 20 milioni di euro destinati a promuovere l’imprenditoria femminile e giovanile,  una misura che ha avuto sempre un ottimo riscontro, e abbiamo terminato la definizione dei bandi del Fesr che attengono alla digitalizzazione, con 10 milioni di euro per le imprese per sovvenzionarle e sostenerle in questo processo, che ricomprende anche l’intelligenza artificiale. Usciranno prima di giugno gli incentivi per 10 milioni di euro per l’assunzione a tempo indeterminato”.

Allargando lo sguardo anche Magnacca è per l’allargamento della giunta da sei a nove componenti, come consentito dalla nuova normativa. e assicura che non ci sarà nessuno scontro in maggioranza per accaparrarsi le nuove poltrone, e passerà senza problemi anche la riforma della legge elettorale che prevede il collegio unico al posto dei attuali quattro.

“Per la giunta le scelte spettano al capo dell’amministrazione regionale che è il presidente Marco Marsilio, nella consapevolezza che lui ha trattenuto per sé tante e troppe deleghe, che è molto faticoso seguire.  Sulla legge elettorale poi penso che il presidente sia stato molto chiaro: è un impegno contenuto nel mandato elettorale, e andrà rispettato”.

Sempre rimanendo all’Emiciclo, Magnacca invece boccia la  proposta dell’opposizione sul salario minimo negli appalti commissionati dalla Regione.

“Continuo a pensare che quello del salario minimo sia un falso problema, e mi sembra più che altro una provocazione, nella totale legittimità, beninteso. Abbiamo già strumenti nel nostro ordinamento, già esiste una contrattazione collettiva che va rispettata, e un obbligo di legge non elimina di per sé eventuali violazioni e soprusi, soprattutto  a danno della parte più debole della catena del lavoro, penso a quelli delle cooperative che forniscono servizi. Peraltro gli appalti governati dal Codice degli appalti prevedono già il rispetto di una serie di misure e di regole che riguardano i lavoratori, si tratta semplicemente di essere molto vigili di controllare affinché queste clausole vengano  rispettate”.