L’AQUILA – Continua a produrre strascichi giudiziari l’infelice vicenda della metropolitana di superficie all’Aquila, una tranvia mai entrata in funzione, a fronte della rimozione dei binari ormai quasi completata: un’opera prevista nel 2003 dalla vecchia Giunta comunale guidata dall’allora sindaco Biagio Tempesta, che avrebbe dovuto risolvere almeno in parte i disagi del traffico ma che, al contrario, provocò problemi allo stesso ente locale. Infatti controversie civili e il sisma del 2009  fecero definitivamente naufragare il progetto la cui realizzazione era stata affidata alla Cgrt di Eliseo Iannini.
Ora una società, la Edil CI.RE. s.r.l,. ha proposto atto di appello finalizzato all’impugnazione della sentenza del Tribunale dell’Aquila 878/2026 relativa alla domanda di restituzione dell’area (della quale possiede una parte) che era stata adibita al deposito dei mezzi della metropolitana di superficie situata nei pressi dell’ospedale in via Natali.
“La vicenda”, si legge nella delibera comunale, “si è svolta nel passato ventennio, ed ora la EDIL CI.RE. ha proposto appello, per cui il Comune dell’Aquila ha deciso che è necessario resistere, dando continuità all’attività difensiva iniziata nel 2015”.
Il punto è questo: il deposito è stato costruito senza che venisse definita la compravendita del terreno o l’esproprio dello stesso sito su cui esso sorgeva e ora ci si trova in una sorta di limbo giuridico. Di lì la necessità di costituirsi a difesa delle ragioni dell’Ente tramite l’ufficio legale cui è stato dato mandato. Il verdetto sarà al vaglio della Corte di appello.