L’AQUILA – Riunione a porte chiuse con i presidenti di Provincia e tutti i sindaci interessati dalla realizzazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno.

A convocarla, per oggi pomeriggio alle 17.30, il presidente della Regione, Marco Marsilio, dopo che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’opera deliberando, nei giorni scorsi, il superamento del diniego espresso in conferenza di servizi dalle regioni Abruzzo e Umbria, sulla condotta per il trasporto del gas, uno dei cinque tratti funzionalmente autonomi della cosiddetta “Linea Adriatica” dei gasdotti, che si snodano lungo il versante adriatico dell’Appennino.

Si tratta, ha spiegato Palazzo Chigi, di un’infrastruttura strategica ai fini della diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento energetico, che consentirà d’incrementare le capacità di trasporto di gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti ubicati nel Sud Italia.

“Al termine del confronto con il Governo il ministro Roberto Cingolani ha rappresentato la necessità e l’urgenza di questa struttura chiedendo a tutti i suoi colleghi ministri di approvare il punto in questione, che è stato approvato senza ulteriori condizioni. La Regione Abruzzo prende quindi atto della scelta del Governo italiano, secondo il principio di leale collaborazione istituzionale, e si adopererà per facilitare il rapporto con il territorio, anche con suggerimenti tesi a mitigare l’impatto dell’opera”, ha datto sapere Marsilio, che ha partecipato al Cdm.

Il presidente “ha rappresentato le istanze provenienti dal territorio e le criticità che sono state espresse nel tempo, ripercorrendo il lungo e travagliato iter di quest’opera. Al termine dell’incontro ha chiesto al Governo, e per tramite del Governo alla Snam, di assumere tutte le necessarie misure compensative a seguito della realizzazione dell’opera”.

“È stato quindi ribadito che l’opera in sé non serve all’Abruzzo, che riceve gas sia da nord che da sud, ma si tratta di un’opera strategica per l’intera nazione, come successivamente ribadito dal ministro Cingolani”.

Per i Comitati cittadini per l’ambiente e il Coordinamento No Hub del Gas, che da anni si battono contro il progetto, “l’approvazione del metanodotto Sulmona-Foligno è un atto di inqualificabile vigliaccheria compiuto in spregio dei più elementari principi democratici e delle ragioni del territorio”.

“Gentiloni fece la stessa cosa con la centrale di compressione. Ma l’ormai defunto governo Draghi lo ha superato. Ha dato il via libera dopo che i cittadini hanno votato per scegliere il nuovo Parlamento e a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo. Che urgenza c’era di approvare un’opera di questa rilevanza e che dovrebbe entrare in esercizio nel 2027? C’è una sola spiegazione: questo ‘governo dei migliori’ doveva dimostrare fino in fondo di essere asservito agli interessi delle potenti lobby delle fonti fossili. L’opera non serve, ma va fatta per i profitti della Snam anche se i costi si riverseranno sulle bollette di famiglie e imprese”, evidenziano.

“Chi non ha dalla sua la forza della ragione, agisce con la ragione della forza. Come nelle dittature. Questo è potuto accadere anche grazie al presidente della Regione Marco Marsilio il quale, anziché opporsi ad un’opera del tutto inutile e devastante, come hanno ribadito i sindaci abruzzesi del Sulmona-Foligno in un documento inviato in agosto al governo, ha steso un tappeto rosso davanti a Draghi e a Cingolani. Ora il Ponzio Pilato d’Abruzzo parla di fantomatici ristori come il suo collega presidente della Provincia Angelo Caruso”.

“Nel comunicato emesso dalla Presidenza del Consiglio si dice che il provvedimento è stato preso ‘per superare il diniego espresso in conferenza dei servizi dalle Regioni Abruzzo e Umbria’. Si tratta evidentemente delle negazioni dell’intesa espresse, rispettivamente nel 2015 e nel 2017, dalle allora giunte regionali.
Ciò rende ancora più odioso e inaccettabile un provvedimento che schiaccia la volontà di due Regioni che rappresentano la stragrande maggioranza del territorio attraversato dal metanodotto”.

“L’ormai ex governo Draghi sostiene che si tratta di ‘un’infrastruttura strategica che consentirà di incrementare la capacità di trasporto di gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale ubicati nel Sud Italia’: non è altro che il copia e incolla delle bugie della Snam. In realtà la rete ha una capacità di trasporto dal Sud di oltre 50 mld. di metri cubi ed è in buona parte inutilizzata. Ciò nonostante l’Italia sta importando quest’anno più gas dell’anno scorso, al punto che finora ne ha rivenduto all’estero oltre 2 miliardi e 300 milioni di metri cubi, cosa mai successa in passato e, ribadiamo, con la rete esistente. Inoltre gli stoccaggi sono pieni al 90 per cento, un livello raggiunto con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. Se fosse vera la favola dell’ ‘imbuto’ d Sulmona di cui parlano certi ‘giornaloni’ che fanno da spalla alla Snam, questo non sarebbe stato possibile. E come avrebbero fatto i miliardi di metri cubi del TAP ad arrivare fino al Nord?”.

Q”uello che possiamo dire noi è che certamente questa storia, che ci vede impegnati ormai da 15 anni, non finisce qui”, chiosano.