L’AQUILA – L’affidamento del servizio mensa per gli sfollati del terremoto del 2009 ospitati nella scuola sottufficiali della Guardia di Finanza e nell’ex caserma Campomizzi dell’Aquila, è avvenuto senza il rigoroso esame delle offerte, procurando un danno erariale di circa 1,8 milioni di euro.
Per questo la Procura della Corte dei Conti, a ormai quasi nove anni dal 6 aprile, ha citato in giudizio quattro persone, tutte componenti della commissione di gara: il dirigente governativo Sisto Russo (presidente) di Caserta, la funzionaria della Protezione civile Gerarda Iannarone di Ariano Irpino (Avellino), la funzionaria della Corte d’Appello dell’Aquila Antonella Angela Maria De Felice e il funzionario della Regione Abruzzo Carlo Visca, all’epoca dirigente dell’allora Struttura di gestione dell’emergenza (Sge).
La richiesta del vice procuratore generale Roberto Leoni, che fa seguito agli esiti giudiziari in sede amministrativa relativi alla gara d’appalto, si fonda sulla “totale illegittimità dell’aggiudicazione, per come ricostruita nei due gradi di giudizio amministrativo (sentenza del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato)” e punta l’indice sui successivi rinnovi dell’affidamento senza una vera e propria gara d’appalto.
“Si è assistito, in sostanza – si legge nell’atto di citazione – ad una aggiudicazione avvenuta a seguito di una ‘fulminea’ attività dell’organo preposto che è venuto meno, inspiegabilmente e ingiustificatamente, ai doveri propri di rigoroso esame delle offerte, sotto più profili”.
Secondo la ricostruzione della magistratura contabile, infatti, l’affidamento dei servizi di ristorazione alla Orgoglio aquilano Consorzio produttori aquilani riuniti, al posto della Essebi srl, avrebbe comportato maggiori costi e, quindi, un danno alle casse dello Stato.
L’offerta della concorrente esclusa, continua il procuratore Leoni, “era di gran lunga quella più vantaggiosa comportando un’economia di almeno 270 mila euro sui 2.400.000 a base di gara pari all’11,25% di differenza, e questo senza contare le economie per i successivi rinnovi”.
Per questo “restano del tutto incomprensibili ed ingiustamente le ragioni tecniche in base alle quali la Commissione abbia attribuito alle concorrenti punteggi di segno opposto rispetto alle evidenze in atti”.
La richiesta di risarcimento, in particolare, è di 477.258 euro per Russo, 334mila circa per Iannarone, 143.177 per De Felice e 843474 per Visca.
Tra le persone invitate a depositare deduzioni, oltre alle quattro citate in giudizio, c’è anche l’allora commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, presidente della Regione fino al 2014, a carico del quale la magistratura contabile ha escluso responsabilità per danno erariale, anche in virtù del fatto che la responsabilità degli uffici tecnici non si estende ai titolari degli organi politici.






