NESSUNA INDICAZIONE PER UNA VACCINAZIONE DI MASSA

Pescara, 11 gen.
“Rispetto al rischio di meningite, in Abruzzo la situazione è decisamente sotto controllo e non si registrano nuovi casi. Ovviamente, l’attenzione resta alta da parte del sistema di sorveglianza delle malattie infettive ma gli abruzzesi possono stare più che tranquilli”. Lo ha affermato l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta, questa mattina, a Pescara, nella sede della direzione generale della Asl. Il concetto è stato ribadito dallo stesso direttore generale, Antonio Balestrino, secondo cui “non sussiste alcuna indicazione alla vaccinazione di massa rispetto al rischio di infezione di meningococco”. Infatti, l’incidenza di tale patologia è talmente sporadica nella nostra regione che si sono registrati solo due casi nel 2006. Nell’anno appena trascorso, invece, si sono avuti tre casi da pneumococco, una forma meno grave. “Oggi i casi di meningite o di sospetta meningite rappresentano un’emergenza sempre più rara” ha assicurato il dottor Giustino Parruti, direttore della divisione di malattie infettive dell’ospedale di Pescara “rispetto ai 40 casi che si verificarono in Abruzzo alla fine degli anni ’90. Ad ogni buon conto, in caso di celefalea persistente e stato febbrile elevato, è opportuno farsi valutare da un medico”. In relazione al discorso prevenzione, la dottoressa Carla Granchelli, direttrice dell’ufficio igiene e sanità pubblica della Asl di Pescara, ha confermato che “esistono i vaccini per contrastare tali patologie così come i sistemi di protezione sono sviluppati a vari livelli”. Ma a doversi sottoporre al vaccino” ha dichiarato il professor Gianfranco Visci, primario di Peditaria all’ospedale di Pescara “sono soltanto alcune categorie più vulnerabili come i bimbi di appena un anno di età, i ragazzi in età adolescenziale e i soggetti in possesso di un basso livello di difese immunitarie”. Inoltre, si può chiedere la somministrazione del vaccino prima di recarsi, ad esempio, per motivi di studio, in Paesi dove l’incidenza epidemiologica è più elevata.
Fonte: Regione Abruzzo