TERAMO – La procura della Repubblica di Teramo ha delegato i carabinieri del Ros e la polizia giudiziaria della sezione tributaria della guardia di finanza di Teramo a effettuare nuovi accertamenti patrimoniali su Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore unico indagato dell’omicidio della moglie Carmela “Melania” Rea.
Due i filoni di indagine.
Il primo, affidato al reparto speciale dell’Arma, per accertare l’eventualità di cespiti derivanti dal presunto giro di stupefacenti in caserma, sul quale però il tribunale del Riesame (che ha negato la libertà a Parolisi, in carcere dal 20 luglio) ritiene allo stato attuale dei fatti “non essere elementi forniti di una qualche concretezza”.
Il secondo filone riguarda il reddito vero e proprio del sottufficiale.
L’esigenza degli inquirenti nasce dal fatto che una eventuale separazione da Melania Rea poteva comportare per Parolisi, papà di una bimba, una situazione economica estremamente difficile.
Si legge infatti a pagina 12 dell’ordinanza con cui il collegio del Riesame ha respinto la richiesta di rimessa in liberta’ di Parolisi presentata dalla difesa:
“Non si vuole certo affermare che la prospettiva di versare un assegno di mantenimento alla moglie costituisca da solo un valido incentivo all’uxoricidio; si vuole solo far rilevare come anche tale prospettiva abbia influito nell’acuire lo stato di tensione interna di Parolisi, stato di tensione che sarebbe deflagrato nell’episodio delittuoso”.






