TERAMO – A Frattamaggiore (Napoli) quasi tutti non fanno che ripetere la stessa cosa: “Salvatore Parolisi è un bravo ragazzo, non può essere stato lui a uccidere sua moglie”.

Il paese dove Parolisi è nato si stringe intorno al militare oggi indagato per omicidio volontario della moglie Melania. I commercianti lungo via Massimo Stanzione, la strada dove la famiglia Parolisi vive, difendono Salvatore.

Solo qualche voce è discordante e, quasi sorridendo, dice: “L’abbiamo sempre saputo che è stato lui”.

L’ultima volta che Salvatore è stato visto, è stato sabato mattina. “Portava la bimba a passeggio, con il carrozzino – racconta Pasquale, titolare di una pescheria proprio di fronte a casa di Parolisi – conosco Salvatore da molti anni, è un bravissimo ragazzo, non può essere stato lui. Secondo me è tutta opera di un maniaco, lui non c’entra. Per non parlare dei genitori, persone bravissime ed umili. Il papà si sveglia ogni mattina quando è ancora buio per andare a lavorare la terra. Ai figli hanno insegnato i principi sani della vita”.

Salvatore, la sua Frattamaggiore, sembra che in questi giorni non la frequentasse affatto. Nessuno lo ha visto in un bar, né in pizzeria.

“Stanno perdendo solo tempo, io metto la mano sul fuoco per quanto riguarda l’innocenza di Salvatore”, dice Giovanni. Stesse parole anche quelle della signora Anna, titolare di un negozio di bibite: “È stata una decisione affrettata, non hanno trovato altre strade da percorrere e se la sono presa con lui”.