TERAMO – “La vicenda è un vero rompicapo”.

Lo ha detto questa sera, in relazione al caso dell’omicidio di Melania Rea, il procuratore capo della Repubblica di Ascoli Piceno, Michele Renzo. “Salvatore Parolisi resta al momento persona informata sui fatti – ha dichiarato – e noi stiamo continuando a lavorare in tutte le direzioni. Nessuna prospettiva al momento può essere esclusa, anche perché si tratta di una morte violenta”.

E secondo il procuratore di Ascoli, che coordina l’inchiesta sulla morte della giovane madre di Somma Vesuviana trovata uccisa con 32 coltellate nel bosco delle Casermette, nel teramano, anche “l’ipotesi del mostro deve essere vagliata come le altre”.

A breve il marito di Melania, il caporal maggiore dell’esercito Parolisi, non verrà di nuovo ascoltato.

E dalla nuova autopsia sul cadavere della donna, prevista domani mattina all’ospedale di Teramo, gli inquirenti si aspettano contributi importanti, ma “non è che le analisi scientifiche ci possono fornire il nome dell’assassino”, ha precisato Renzo.

per questo il procuratore della Repubblica di Ascoli ritiene che l’inchiesta potrebbe avere ancora tempi lunghi.