TERAMO – I difensori di Salvatore Parolisi, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno depositato stamani nella cancelleria dell’ufficio del Gip di Ascoli Piceno una richiesta di incidente probatorio, “per accertare davanti ad un giudice terzo luogo, ora e dinamica dell’omicidio di Melania Rea“, la moglie del caporalmaggiore, indagato a piede libero per il delitto.

Melania Rea, scomparsa da Colle San Marco ad Ascoli Piceno il 18 aprile pomeriggio, è stata ritrovata morta il 20 aprile, massacrata con 32 coltellate, nel bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). 

La richiesta di incidente probatorio, hanno spiegato gli avvocati Biscotti e Gentile “dimostra la volontà di Parolisi di fare chiarezza sull’omicidio della moglie. E’ la migliore risposta alla montagna di accuse e calunnie, al linciaggio mediatico subito da Salvatore in questi mesi”.

Soprattutto dopo la scelta tecnica di non rispondere alle domande dei pm, nel primo interrogatorio cui il caporalmaggiore è stato sottoposto in qualità di indagato, il 24 giugno scorso.

“Salvatore non vuole sottrarsi alla ricerca della verità” affermano i suoi legali. L’incidente probatorio, che tecnicamente ha valore di prova in sede processuale, dovrà servire a stabilire “ora, luogo, tipo di arma e ogni altro elemento utile a determinare la dinamica dell’omicidio, e a individuare l’aggressore o gli aggressori di Melania Rea”.

LEGALE REA: “NO A IUNITILE INCIDENTE PROBATORIO”

TERAMO – “Richiesta del tutto legittima ma inutile: perché la procura di Ascoli Piceno ha già disposto tutti gli accertamenti richiesti, e l’anatomopatologo sta concludendo la relazione sull’autopsia”.

Così l’avvocato Mauro Gionni, legale dei genitori e del fratello di Melania Rea, commenta l’istanza di incidente probatorio avanzata al Gip dai difensori di Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio volontario aggravato della moglie Melania. Gionni, cui l’atto è stato notificato stamani, si opporrà alla richiesta, “giuridicamente fondata ma allo stato dei fatti inutile”.

Parolisi, ricorda, “sta partecipando fin dall’inizio, come persona offesa, all’autopsia affidata dai pm al dottor Adriano Tagliabracci“, anche se il caporalmaggiore non aveva nominato un proprio consulente: lo ha fatto solo il 26 maggio scorso, contestualmente alla scelta dei difensori, incaricando il professor Lorenzo Varetto, dell’Università di Torino. Di più, secondo Gionni, se per ipotesi il Gip disponesse l’incidente probatorio, i risultati di una nuova perizia sul cadavere di Melania si conoscerebbero non prima di due-tre mesi, mentre Tagliabracci sta per depositare a giorni l’esito della doppia autopsia, e al medico i pm hanno già formulato a suo tempo “tutti i quesiti riproposti dall’istanza dei difensori di Parolisi”.

Per parte loro, Gennaro, Vittoria e Michele Rea, i familiari di Melania, hanno accolto la mossa del caporalmaggiore “con grande serenità. Hanno fiducia nella giustizia, e aspettano di conoscere la verità”, assicura il legale.

DIFFICILMENTE SARA’ DISPOSTO L’INCIDENTE PROBATORIO

TERAMO – Nessuna conferma, come è naturale, ma la sensazione a Palazzo di giustizia di Ascoli Piceno è che molto difficilmente la richiesta di incidente probatorio avanzata stamani dai difensori di Salvatore Parolisi, affinché siano accertati “ora, luogo e modalità” dell’omicidio della moglie Melania Rea, verrà accolta dal Gip.

I pm non parlano, ma la procura è ancora in attesa del deposito formale di tutti i principali accertamenti, l’autopsia, gli accertamenti del Ris e del Ros, ed è verosimile che proprio per questo si dichiari contraria all’istanza di Parolisi.

Sicuramente si opporranno, come già annunciato dall’avvocato Mauro Gionni, i familiari di Melania, parti offese.

Entro due-tre giorni comunque il Gip Carlo Calvaresi avrà in mano i pareri in base ai quali adottare la sua decisione. Nel frattempo, dovrebbe slittare alla prossima settimana la consegna della relazione finale dell’anatomopatologo Adriano Tagliabracci sull’autopsia di Melania