L’AQUILA – C’è un risvolto abruzzese nella maxi operazione della procura di Napoli che attraverso la Guardia di finanza ha effettuato sequestri per 31 milioni di euro in tutta Italia.

Da quanto si è appreso, il sequestro abruzzese è la tessera di un mosaico che comprende molti procedimenti penali scattati dopo che gli investigatori hanno accertato che imposte, sia Iva che dirette, sono state trattenute ai dipendenti ma non versate da parte di numerose società.

Su una di queste in particolare, tra gli oltre trenta casi accertati, si è scoperto che il rappresentante legale aveva un appartamento a Rivisondoli (L’Aquila), oltre che la casa di residenza a Napoli.

Quella aquilana era un’abitazione di circa 100 metri quadrati, una casa per le vacanze del valore stimato dagli inquirenti sulla base delle indicazioni dell’Agenzia del territorio in circa 400 mila euro. (alb.or.)

L’OPERAZIONE

Accertamenti e sequestri per oltre 31 milioni di euro sono state eseguiti oggi dalla Guardia di Finanza di Napoli su richiesta dalla sezione “Criminalità Economica” della Procura.

Sequestrate anche ville e abitazioni di lusso a Napoli e in località turistiche italiane, come le isole Eolie, Capri, Sorrento, Formia e Rivisondoli (L’Aquila).

Si tratta di beni nella disponibilità diretta o indiretta di amministratori di società commerciali o imprese individuali.

I sequestri hanno un valore equivalente a quello delle imposte non versate.