ROMA – “Gli anni Settanta? Sono gli anni della sconvolgente modernizzazione, l’unica stagione del riformismo vero che il Paese ha conosciuto: la tenuta della Costituzione, la Nazionalizzazione dell’energia elettrica, lo Stato Sociale, lo Statuto dei diritti Lavoratori, l’Universita’ e la scuola di massa, la Sanita’ per tutti, le pensioni legate ai salari e soprattutto, per la prima volta, la piena occupazione”. E’ l’opinione dell’economista Paolo Leon per il quale il saggio ‘Il Secolo breve’ dello storico Hobsbawn che e’ dell’89 anno della caduta del Muro di Berlino, “viene dopo gli avvenimenti che hanno preceduto e sono la premessa degli anni ’70”.

Quindi osserva come “nonostante le difficolta’ economiche dovute all’impennata dell’inflazione causata dal petrolio, gli anni ’70 realizzano l’anelito di progresso e di cambiamento venuto dalla rivolta studentesca iniziata nel ’66 negli Usa ed estesasi nel ’68-’69 in Europa e in Italia: e’ tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 che si ha la modernizzazione del Paese mediante l’unica vera grande stagione del riformismo. E non lo si dimentichi sono anche gli anni dei diritti civili come il divorzio, l’aborto.

Fu una sconvolgente modernizzazione del Paese”. A fronte di tutto cio’, “non e’ un caso forse – conclude Leon – che la Gelmini facendosi vanto di combattere il ’68 intenda proprio occultare, ripeto, l’unica vera stagione di autentico riformismo che il nostro Paese abbia mai conosciuto.