CHIETI – “Non comprendo la posizione e le dichiarazioni, rilasciate dal vice sindaco, Bruno Di Paolo, in merito alla manovra bis varata dal ministro Tremonti, resa necessaria dall’incertezza economica che, in questo periodo, investe l’Europa intera, compresa l’Italia. Di Paolo è fuori dalla realtà che viviamo”. 

Questo il commento del coordinatore provinciale del Partito delle Libertà, Pdl, di Chieti, Mauro Febbo.

“Gli accorpamenti, – afferma – che riguardano direttamente gli Enti locali, non sono stati fatti con l’intento di far morire i Comuni, ma con l’obbiettivo di tenere sotto controllo i conti pubblici. Il controllo dei conti pubblici è un problema oggettivo e tutti i cittadini sono interessati a un bilancio dello Stato che sia in ordine, che l’economia sia forte per garantire reddito, con la difesa dell’occupazione e la creazione di posti di lavoro”.

“Oggi – rimarca il coordinatore del Pdl – è impensabile concepire, programmare e pianificare il bilancio di un Ente, come il Comune di Chieti, con la logica da Prima Repubblica, ancora tanto invocata da molti amministratori attuali”.

“Quei tempi in cui si generavano inutili sprechi,- spiega Febbo – sono terminati e non appartengono certo alla mia visione di politico e amministratore. Oggi vi è urgenza di una nuova classe dirigente che si propone, non solo di denunciare gli sprechi, ma di rimodellare gli enti comunali sulla nuova economia fatta di responsabilità, partecipazione e sussidiarietà”.

“Spesso, – prosegue l’esponente Pdl – si leggono dichiarazioni inappropriate o sull’onda del populismo, solo per trovare spazio sui giornali o ulteriore visibilità  e poi arrivano anche da chi è impegnato a stringere alleanze, sia con il centrosinistra che con il centrodestra. Quindi invito Di Paolo a dare il buon esempio e impegnarsi ancora di più per comprendere i cambiamenti che le nostre amministrazioni pubbliche stanno per affrontare”.

“Sono convinto, inoltre, – conlcude – che le dimissioni del buon Di Paolo non saranno seguite da nessun amministratore, che abbia un minimo di buon senso e percezione della realtà economica, che attanaglia l’economia locale e mondiale”.