MILANO – Lei è una bellissima escort di 29 anni, lui, un alto dirigente della Deutsche Bank di trent’anni più vecchio, sposato, con figli. Tra i due una storia d’amore trasformata in un incubo, con un aborto, una finta rapina, un’altra gravidanza e un sequestro di persona, messo in piedi dall’amante per far uscire definitivamente la donna dalla sua vita.
Ieri i carabinieri di Porta Magenta, coordinati dal pm Luca Gaglio, hanno arrestato tutti: il manager membro del consiglio di gestione della banca tedesca, M. P., finito nei guai per aggiottaggio, poi assolto in uno dei filoni del crack Parmalat, l’intermediario, A. M., un dentista pregiudicato e i tre sequestratori ai quali erano stati promessi 300 mila euro.
La donna dopo aver subito un tentativo di rapina poco prima di Natale, architettato dall’amante, va a vivere a casa dell’uomo. L’amante, così, ha la possibilità di controllarla.
P. consegna le chiavi del suo box di casa, in zona San Siro, anche ai sequestratori, che gli ha presentato l’amico dentista. Di mezzo c’è una gravidanza non voluta dal manager, la seconda. La giovane infatti, ha già abortito una volta e non cede alla volontà del dirigente della Deutsche Bank, che pretende un altro aborto.
Gli uomini la sera del rapimento, il 6 marzo scorso, la trascinano in auto, pistole alla mano e la portano in una casa di campagna nel Pavese. Lei piange, li supplica, mostra il suo pancione al settimo mese, offre denaro e gira anche un video in cui dice di aver abortito. Dopo due giorni viene liberata.
Viene convocata dai carabinieri perché l’amante, per costituirsi un alibi, ne ha denunciato la scomparsa. Lei racconta di essersi allontanata volontariamente. Ha troppa paura. Ma una amica racconta la verità e scattano le indagini.
L’intera vicenda viene ricostruita. I carabinieri stringono il cerchio e fanno scattare le manette.
La ragazza ora è diventata mamma, il suo incubo è finito.



