TERAMO – L’acqua potabile è tornata già nelle prime ore della serata di ieri nei rubinetti delle abitazioni dei Comuni della Val Vibrata rimasti a secco ieri mattina dopo la rottura della condotta principale nel territorio di Colonnella.
Intanto il presidente Chiodi ha affermato che se non ci saranno intoppi, mercoledì sarà portata in Giunta la delibera regionale di richiesta di calamità naturale.
Richiesta confermata dall’assessore alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante che sulla stima dei danni causati dall’alluvione, ha spiegato: “Siamo nell’ordine di decine di milioni di euro, anche se una stima precisa non possiamo ancora farla”.
Sempre sui danni, l’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo ha colacolato che il danno economico all’agricoltura si aggira attorno ai 100 milioni di euro.
Non mancano le polemiche. Il consigliere regionale Cesare D’Alessandro (Idv) ha sottolineato il fatto che “In meno di due anni, è la seconda volta che Gianni Chiodi richiede lo stato di emergenza per la provincia di Teramo”.
Convocata dall’assessore alla viabilità della Provincia di Teramo Elicio Romandini si svolgerà questa sera, nella sede municipale del Comune di Sant’Egidio (Teramo), alle 21, una riunione con tutti i Comuni dell’Unione della Val Vibrata, territorio fra i più colpiti dall’alluvione.
CONFCOMMERCIO: ISTITUZIONI SIANO UNITE E CELERI
TERAMO – “Il rimpallo di responsabilità, peraltro stucchevole, non serve a nulla: in questa fase abbiamo bisogno di celerità negli interventi e di un sostegno, forte, da parte di tutte le istituzioni”. È l’invito che lancia Giammarco Giovannelli, vice-presidente di Confcommercio Teramo, alla luce dei danni e dei disagi prodotti dal maltempo dei giorni scorsi.
A differenza di quello che si potrebbe pensare, infatti, a pagare dazio sono anche le strutture turistiche del litorale, in un frangente importante per la stagione turistica, oramai alle porte.
“Non possiamo attendere i tempi burocratici per intervenire – sottolinea Giovannelli – la spiaggia è piena di detriti da rimuovere, i depuratori sono fuori uso, mentre la politica pensa ad individuare di chi sono le colpe. Non vogliamo sindaci lasciati soli e impossibilitati ad intervenire, cosa che invece andrebbe fatta immediatamente, anche perché il prezzo che si rischia di pagare, in termini di immagine e di fruibilità del territorio, è pesantissimo”.
“Non è pensabile – ha detto il rappresentante dei commercianti – sentirsi rispondere che si attendono i soldi prima di intervenire. Gli enti, nel frattempo, devono far pressione sullo Stato, per ottenere dalla dichiarazione dello stato di emergenza fondi utili per rimettere in sesto tutto quello che è stato danneggiato. Il testo unico degli enti locali offre questa opportunità, relativamente alla possibilita’ di erogare risorse per eventi eccezionali come questo, e il settore turistico attende risposte immediate”.
“Inoltre – conclude Giovannelli – va creato immediatamente un coordinamento di emergenza, in modo da pianificare e risolvere le situazioni più critiche”.
Nel frattempo, la stessa organizzazione sindacale ha avviato una sorta di ricognizione con gli associati, per verificare lo stato delle varie strutture e dei danni subiti per effetto del maltempo.
GINOBLE (PD): ”MI AUGURO CHE CHIODI SI SPICCI”
TERAMO – “Mi auguro che il governatore Chiodi dia seguito a quanto affermato, ossia che presenterà, entro due giorni, la richiesta dello stato di emergenza-calamità naturale in seguito alla forte alluvione che ha colpito la nostra provincia”.
Lo afferma il parlamentare del Partito democratico Tommaso Ginoble, ex assessore regionale alla Protezione civile.
“Si tratta – afferma Ginoble – di una situazione che ha creato danni ingenti a tutti i settori produttivi e alle infrastrutture essenziali locali, di cui ancora non si è in grado di tracciare una stima precisa. Questo richiede un impegno bipartisan, pertanto, insieme agli altri rappresentanti abruzzesi, mi farò portavoce di iniziative parlamentari affinché la richiesta non passi in secondo piano a livello nazionale, per questo ho già convocato una riunione per mercoledì, a Roma, alle ore 9”.
Per Ginoble “è fondamentale attivarsi da subito anche perché ci sono regioni, come le Marche, che hanno agito con maggiore tempestività, mi riferisco al fatto che il governatore Gian Mario Spacca, sin dal 2 marzo scorso, ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza”.
TORNATA L’ACQUA
“Le squadre di emergenza della Ruzzo Reti S.p.A. – afferma il presidente Giacomo Di Pietro – hanno lavorato incessantemente per tutta la giornata di domenica e hanno ripristinato il normale flusso dell’acqua potabile nella grossa tubazione da 150 litri al secondo che era stata trascinata a valle da un vasto movimento franoso nella zona. Per maggiori informazioni contattare il Numero Verde 800.064.644″.
CHIODI: ”MERCOLEDI’ GIUNTA ESAMINA STATO DI CALAMITA”’
PESCARA – “Credo che se non sorgeranno intoppi dell’ultima ora, mercoledì porteremo in Giunta la delibera regionale di richiesta di calamità naturale”.
Lo ha annunciato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a proposito dei danni provocati dalle piogge nel teramano.
“La conformazione fisica e morfologica della nostra regione – ha detto a margine di una conferenza stampa – ha mostrato ancora una volta il suo lato peggiore. Quella di qualche giorno fa è stata una vera e propria emergenza che stiamo cercando di affrontare e risolvere”.
Giovedì la richiesta potrebbe essere anche portata a Roma e discussa dal Consiglio dei ministri, anche se potrebbe esserci uno slittamento perché è prevista la discussione sulla riforma della giustizia.
“In queste ore – ha detto ancora Chiodi – stiamo raccogliendo i dati dai vari comuni colpiti dall’alluvione. È importante che i sindaci presentino con sollecitudine e precisione la documentazione, in modo da istruire al più presto le pratiche”.
Chiodi ha chiuso affermando che “l’iter è comunque già in atto, visto che nelle ore immediatamente successive al disastro abbiamo stanziato 2 milioni di euro dai fondi delle Attività produttive”.
“Siamo al lavoro senza sosta – ha concluso – e credo che in questi casi ci debba essere una condivisione del problema bipartisan”.
STASERA RIUNIONE A SANT’EGIDIO
TERAMO – Convocata dall’assessore alla viabilità della Provincia di Teramo Elicio Romandini si svolgerà questa sera, nella sede municipale del Comune di Sant’Egidio (Teramo), alle ore 21, una riunione con tutti i Comuni dell’Unione della Val Vibrata, territorio fra i più colpiti dall’alluvione.
Obiettivo dell’incontro fare il punto sui danni, convergere sugli interventi prioritari, ascoltare gli amministratori locali.
Saranno presenti anche altri rappresentanti della Giunta, Valter Catarra: in primis l’assessore alla Protezione Civile Vincenzo Falasca che sta organizzando gli uffici per supportare, laddove ve ne fosse l’esigenza, le amministrazioni locali nella predisposizione della documentazione amministrativa a supporto della richiesta di risarcimento danni.
Parteciperanno, inoltre, il vicepresidente Renato Rasicci, e l’assessore all’Ambiente Francesco Marconi.
D’ALESSANDRO (IDV): “IN MENO DI DUE ANNI RICHIESTO DUE VOLTE STATO EMERGENZA”
TERAMO – “In meno di due anni, è la seconda volta che Gianni Chiodi richiede lo stato di emergenza per la provincia di Teramo. La prima, il 23 aprile del 2009, a seguito dell’alluvione che fece crollare un tratto della Teramo-Mare, che inondò gran parte della piana del Tordino e del Vomano, con danni notevoli alla frazione di Scerne di Pineto”. A dichiararlo è il consigliere regionale Idv Cesare D’Alessandro.
“Oggi la storia si ripete, con danni più ingenti e con Pietro Di Sabatino morto annegato nel sottopasso dell’autostrada. Volutamente tralasciamo di fare polemiche: la tragicità dei fatti parla da sola. Ma quando avremo uno stato di normalità, di vita tranquilla e non più un ricorrente stato di emergenza? Quando verrà avviata una vera politica di risanamento idrogeologico nella nostra regione? Di questo parleremo nei prossimi giorni, a bocce ferme, al termine della conta dei danni”.
“Ciò che non si può tacere, però, è quanto avvenuto nel sottopasso dell’autostrada, dove un uomo ha perso la vita non perché sfortunato, come ha affermato il ministro Matteoli, ma perché le pompe installate per lo svuotamento dell’acqua non hanno funzionato, forse per cattiva o mancata manutenzione e anche perché sembra che non vi sia alcun sistema di allarme quando le pompe sono in avaria”.
“I morti si piangono sempre, ma se c’è chi non ha fatto il proprio dovere è da ipocriti piangere e basta. Vanno accertate le responsabilità, anche quelle di chi ha progettato, diretto e realizzato un’opera, la Teramo-Mare, costata centinaia di milioni di euro e che oltre a franare presenta altre decine di difetti. Più che una superstrada è una pista di montane russe, dove i rattoppi del manto stradale sono iniziati soltanto pochi mesi dopo l’inaugurazione e non finiranno mai. Questo perché i rilevati, probabilmente, non sono stati realizzati con materiali idonei ed a regola d’arte”.
“Siamo sì di fronte ad un progetto pensato nel 1981, ma in gran parte realizzato nel corso di questo primo decennio del nuovo secolo. Chi progetta e realizza una strada nell’alveo di un fiume deve ben sapere che se si restringe la sezione del fiume stesso, quando poi piove un po’ più del normale, il fiume – in questo caso il Tordino – si arrabbia ed erode i rilevati e butta giù la strada”.
“Perché la protezione dei rilevati, che viene fatta con i vecchi ‘gabbioni’, arriva sempre dopo il danno alluvionale? A questo e ad altri interrogativi bisognerà rispondere. L’Italia dei Valori, tramite il proprio gruppo consiliare alla Provincia, intende approfondire tutti gli aspetti negativi di un’opera che è costata tantissimo ai contribuenti e che fa acqua, è il caso di dire, da tutte le parti”.
Va accertato se il progetto è fatto secondo scienza o se qualcuno, invece, ha forzato la mano al progettista per realizzare comunque la superstrada con i finanziamenti disponibili”.
“Inoltre, bisogna sapere se la realizzazione dell’opera è stata effettuata nel rispetto della progettazione, approfondendo tutti gli aspetti che riguardano la direzione dei lavori, i collaudi e l’impresa. Una chiosa finale per le corsie di immissione e di accelerazione della Teramo-Mare: sono tutte di lunghezza diversa l’una dall’altra, quando non sono presenti affatto. Ma com’è possibile garantire l’incolumità degli automobilisti che si immettono in una superstrada in cui si corre a più di cento all’ora, se non esiste lo spazio per farlo in sicurezza? Sono interrogativi che meritano attenzione, perché ci devono aiutare a capire ciò che è stato fatto e soprattutto cosa bisognerà fare”.
TANTI DISAGI A CAUSA DELLA FRANA
COLONNELLA – Non si attenunano i disagi provocati dall’ondata di maltempo che per quasi una settimana ha flagellato la provincia teramana. Nel weekend una frana ha travolto la condotta idrica principale di Colonnellaa (Teramo) lasciando gran parte della Val Vibarata a secco. Si stima che almeno 30mila persone sono rimaste senz’acqua in casa.
La frana ha provocato seri danni all’infrastruttura che rifornisce, con una portata di 150 litri d’acqua al secondo, i comuni di Colonnella, Nereto e Torano Nuovo e vaste aree della Val Vibrata: zone che solo qualche giorno fa erano stati ricollegati alla rete idrica dopo i danni già registrati nei giorni scorsi, sempre a causa del maltempo.
Problemi per l’approvvigionamento idrico erano stati registrati il mese scorso a causa del freddo intenso e del ghiaccio.
Gli operai della società Ruzzo che gestisce la rete idrica sono intervenuti per riparare il guasto.
I danni quantificati a causa di esondazioni, alluvioni ed allagamenti sono stati quantificati in 50 milioni per i depuratori e 30 per la rete viaria del teramano.
GIULIANTE: “PRONTA RICHIESTA PER EMERGENZA”
PESCARA – La Regione è sempre al lavoro per affrontare l’emergenza post alluvione in provincia di Teramo.
Nelle prossime ore verrà dichiarato lo stato di calamità naturale, e il primo passo sarà quello di sottoporre la richiesta al Consiglio dei Ministri, tramite una lettera di intenti predisposta dagli uffici regionali.
L’assessore alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante ha fatto oggi il punto della situazione a Pescara con il presidente Gianni Chiodi: “Il lavoro che la Regione aveva preventivamente messo in atto per la richiesta immediata ai comuni di un report sulle situazioni di maggiore difficoltà e di danno è ormai all’epilogo. Ora siamo in condizione di avere un quadro generale della situazione che ci permette di poter passare alla seconda fase. Auspico che nel giro di pochi giorni possa arrivare la risposta del Consiglio dei ministri sulla nostra richiesta”.
L’assessore Giuliante è in contatto continuo con i rappresentanti del governo nazionale: “Il filo diretto con Roma prosegue senza soste. Stiamo però lavorando – prosegue Gianfranco Giuliante – anche e soprattutto a livello locale, di concerto con la Protezione Civile che nell’immediato è scesa in campo con tutte le forze per far fronte alle primissime necessità”.
Sulla stima dei danni causati dall’alluvione, l’assessore Giuliante spiega: “Siamo nell’ordine di decine di milioni di euro, anche se una stima precisa non possiamo ancora farla, considerando che alcune situazioni devono essere ulteriormente approfondite e definite. In tal senso la Protezione Civile ha però dichiarato in modo puntuale che per tutte quelle che erano le emergenze in atto, si poteva lavorare in somma di urgenza, con il successivo rimborso delle spese, previa documentazione, e così è stato fatto, soprattutto per quelle situazioni che meritavano una immediatezza di intervento”.
“Negli ultimi giorni – ha detto ancora l’assessore Giuliante – la Protezione Civile è scesa in campo con oltre cento uomini. La scorsa notte sono infatti stati monitorati alcuni fiumi, oltre alla frana di Notaresco. Siamo stati anche al lavoro in provincia di Pescara e Chieti dove c’era il rischio di esondazione di alcuni corsi d’acqua (fra cui il il fiume Sangro) che sono poi fortunatamente rientrati negli argini”.
“In Provincia di Teramo – ha concluso l’assessore Giuliante – resta però alta la guardia”.
GIULIANOVA: PRONTI I MODULI PER RISARCIMENTO DANNI
GIULIANOVA – Il Comune di Giulianova rende noto che sono disponibili i moduli per chiedere il risarcimento dei danni subiti dall’alluvione.
Le schede, che dovranno essere compilate e trasmesse nel più breve tempo possibile al Protocollo del Comune (Corso Garibaldi 109, 64021), possono essere prelevate presso l’Ufficio Commercio del Comune, in via Piave, nei giorni di apertura al pubblico: martedì 8.30-13.30; giovedì 8.30-13.30 e 16-18), oppure scaricate dal sito della Regione Abruzzo all’indirizzo http:/www.regione.abruzzo.it/xProtCiv/ nella sezione “Gestione delle Emergenze”, sottosezione “Segnalazione Danni”, o dal sito del Comune di Giulianova (www.comune.giulianova.te.it).
AGRICOLTURA: FEBBO, ”DANNI PER CENTO MILIONI”
PESCARA – La Regione Abruzzo si sta adoperando in ogni direzione per ottenere dal Governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità naturale, per i danni arrecati dalle precipitazioni che nei giorni 1 e 2 Marzo scorsi si sono abbattute sulla provincia teramana causando danni ingenti.
L’assessore alle Politiche Agricole Mauro Febbo con tempestività ha attivato le misure a sostegno delle imprese agricole danneggiate dall’alluvione, e in particolar modo i settori collinari e fondo valle, dove i cumulati dell’intero evento hanno raggiunto valori significativi.
“Va rimarcato – sottolinea Febbo – come l’area teramana colpita dalle piogge, per motivi di carattere orografico, geopedologico e climatico, è particolarmente vulnerabile e già soggetta a un progressivo dissesto idrogeologico. Ulteriore elemento di instabilità è poi rappresentato dagli interventi agronomici, in particolare le lavorazioni profonde a carico del terreno, che aggravano la situazione”.
“Per quanto è stato possibile accertare – continua l’ssessore alle Politiche Agricole – alla data odierna, il danno economico può essere determinato in circa 100 milioni di euro. Sarà cura di questo Servizio provvedere in seguito a effettuare ulteriori accertamenti mirati a una attenta valutazione dei danni alle strutture agricole e sulle coltivazioni non soggette ad assicurazioni”.
“Dopo la ricognizione dello stato dei fatti – prosegue – bisogna ricorrere a leggi di Stato che nello specifico prevedono interventi per le calamità naturali. È importante che i territori interessati dalle alluvioni abbiano il supporto delle istituzioni e della Regione Abruzzo affinché i cittadini non si sentano soli in un momento così difficile”.
“Per questo – conclude l’assessore Febbo – in Direzione Agricoltura stiamo accelerando i tempi per mettere in campo, da subito, tutti gli interventi a nostra disposizione per sostenere le attività agricole e farle ripartire al piu’ presto”.
D’ALESSANDRO (PD): “EMERGENZA TERAMO E’ QUESTIONE NAZIONALE”
PESCARA – L’emergenza teramana derivante dall’alluvione dei giorni scorsi “non può essere una questione che riguarda solo i cittadini di Teramo ma deve diventare una questione regionale e nazionale. Non possiamo permetterci che anche un altro pezzo d’Abruzzo rimanga fermo”.
Lo ha detto questa mattina a Pescara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, presentando una risoluzione urgente da discutere in Consiglio e finalizzata a chiedere misure concrete per fronteggiare gli eventi alluvionali che hanno interessato il teramano.
Sono diverse le strade indicate dal Pd, e in primo luogo c’è la richiesta da avanzare alla presidenza del Consiglio dei ministri di adottare un apposito atto per riconoscere lo stato di emergenza della regione Abruzzo.
Andrebbe poi emessa un’apposita ordinanza di protezione civile nella quale si autorizzano gli enti locali coinvolti a derogare dal patto di stabilita’ per gli impegni finanziari di somma urgenza.
E poi, ancora, si devono riconoscere agli enti locali le somme sostenute durante la fase emergenziale. Il Partito democratico dice anche di rimodulare le somme già a disposizione (40 milioni) assegnandole prioritariamente alla ricostruzione e al consolidamento dei ponti, delle frane e al ripristino idrogeologico delle parti danneggiate.
Si potrebbero anche impegnare i fondi Fas per interventi post-alluvione sul territorio e rimodulare i programmi comunitari Fesr, Fse e Psr.
Queste alcune delle strategie suggerite dal Pd che registra un ritardo della Regione Abruzzo su questo fronte.
“Siamo ancora a caro amico – ha detto oggi Camillo D’Alessandro. Siamo di fronte a incertezze e balbettii della Regione mentre qui servono velocità e idee chiare. Le Marche hanno ottenuto un incontro con i vertici del governo. E la nostra Regione quando chiederà un incontro?”.






