CHIETI – Cedimenti e allagamenti nelle sedi dell’Università D’Annunzio di Chieti e Pescara.

Lo denuncia la blogger Carmela Parisi, sottolineando come nonostante l’incessante ondata di maltempo che si abbatte sull’Abruzzo l’Ateneo non è stato chiuso perché secondo le autorità mancherebbero i presupposti.

La facoltà di Farmacia è però stata interessata da crolli così come il nuovo dipartimento di Lingue (inaugurato a ottobre scorso) a Pescara: controsoffitti caduti in alcuni studi di docenti e allagamenti nei corridoio e sulle scale di accesso al dipartimento.

Gli studenti fuori sede, in piena sessione d’esami, che non riescono a raggiungere i locali universitari a causa delle avverse condizioni atmosferiche sono stati costretti a chiedere lo spostamento delle date utili per gli appelli o, nella peggiore delle ipotesi, non hanno potuto sostenere gli esami facendo slittare così la propria carriera universitaria.

A ciò si aggiungono gli esami di Stato per l’abilitazione alla professione di architetto che, data la sede aperta e “funzionante” si sono svolti nonostante le proteste di chi non è riuscito a raggiungere la città (gli stessi che hanno sostenuto le prove precedenti e pagato una somma abbastanza alta).

Quello che aleggia nei corridoi dell’università stamattina è un clima surreale: pochi studenti (quelli che sono riusciti ad arrivare), continui avvisi di annullamento delle lezioni o degli esami.

Numerose le proteste: “Una scelta sconsiderata”, “decisione da irresponsabili, quasi follia”, “il rettore non prende in considerazione le richieste di noi studenti” e “lasciare le decisioni didattiche ai docenti significa non prendersi le proprie responsabilità”.