L’AQUILA – “In questo momento gli aquilani non hanno assolutamente bisogno di pastoie burocratiche che impediscano di spendere i soldi che ci sono e sono stati messi a disposizione”.
È questo il duro commento di Roberto Marotta, presidente della Fondazione Carispaq, l’ente che ha finanziato i restauri della chiesetta della Madonna Fore per 210 mila euro, dopo la sospensione dei lavori decisa dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo perché l’intervento sarebbe stato effettuato senza richiedere il preventivo parere alla direzione regionale dei Beni culturali.
Il presidente Marotta punta il dito contro la guerra sotterranea in atto tra il vice commissario per i Beni culturali, Luciano Marchetti, e il soprintendente Luca Maggi, che ha decretato lo stop ai lavori causata dalla sovrapposizione delle competenze tra la gestione delle procedure ordinarie e quelle emergenziali.
Marotta parla di uno “strisciante equivoco di fondo in atto da tempo”. “C’è chi si sta adoperando realmente – spiega Marotta riferendosi al vice commissario, che stava portando avanti i lavori alla chiesetta della Madonna Fore – e chi sta cercando di riacquisire un’autorità che ritiene di fatto gli sia stata sottratta”. Il riferimento è chiaramente alla Soprintendenza, “privata” delle sue competenze dopo la nomina del vice commissario.
Su questo punto si è espresso qualche giorno fa Marchetti, che sulla questione della Madonna Fore ha dichiarato di “aver agito in base alle ordinanze”, in quanto “finché c’è lo stato di emergenza si deve procedere in base a queste”. Il dirigente Maggi, invece, si è trincerato in un silenzio stampa e sulla questione non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Il presidente della Fondazione, comunque, non sembra volersi sbilanciare sulle responsabilità specifiche. “Non voglio dire chi abbia amministrativamente ragione e chi torto – ha sottolineato – prendo soltanto atto del fatto che lì si stava lavorando e un’autorità ha bloccato i lavori”.
Per Marotta quindi questi conflitti non fanno altro che rallentare la ricostruzione di luoghi simbolo per la città. “Queste problematiche burocratiche – ha spiegato – sottraggono agli aquilani la possibilità di avere in tempi rapidissimi la fruibilità di una chiesa che è un simbolo per la città. Mi auguro che le istituzioni coinvolte in questa diatriba burocratica trovino immediatamente una soluzione e i lavori possano immediatamente riprendere”.
Intanto si profila la possibilità di un intervento risolutore di Fabrizio Magani, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo. “Ho sentito il direttore Magani – ha detto – che era fuori in sede e mi ha promesso che rientrando avrebbe cercato di dipanare la matassa”.




