PESCARA – “Questo cosiddetto isolamento sociale, che probabilmente andava descritto come isolamento fisico sta avendo un impatto sulla nostra salute mentale, in tutte le fasce di età. Si registra nel mondo un aumento di suicidi o tentati suicidi tra le adolescenti, scompensi cognitivi tra gli anziani, aumento esponenziale dell’ansia in particolare tra le donne. Tutto ciò avrà un forte peso anche in futuro”.

In una Italia in buona parte zona rossa e con milioni di italiani chiusi in casa anche da mesi

Parole che hanno l’apparente banalità dell’evidenza, quelle scandite ad Abruzzoweb dalla  neuroscienziata di origine abruzzese, Antonella Santuccione Chadha.

Nata a Penne 46 anni fa e vissuta a Cepagatti, Santiccione ora lavora a Zurigo e dal 2018  annoverata tra le “Top 100 Women” in Svizzera. Nel 2019 è stata eletta donna dell’anno in Svizzera dalla rivista Women in Business, vincitrice nel 2020 le è stato conferito il Premio Mondiale per la Sostenibilità, condiviso con il Wbp team. Nello stesso anno ha ricevuto anche il premio Medicina Italia per il suo coinvolgimento nel management della pandemia da covid-19.

Assieme alla collega Maria Teresa Ferretti, è autrice del libro “Una bambina senza testa”, pubblicato da Edizioni Mondo Nuovo di Pescara, e da pochi giorni in libreria.

“Uno dei fattori determinanti di prevenzione demenza, lo dice l’organizzazione mondiale della sanità – spiega Santuccione – è il social engagement l’essere socialmente attivi. Un distanziamento così protratto non potrà non avere conseguenze in termini di salute mentale, in tutte le fasce di età. Prendiamo gli anziani, già sto constatando un aumento di casi scompenso di tipo cognitivo persone anziane che hanno avuto le abitudini distrutte”.

Forse poco considerato nelle politiche emergenziali di contenimento del virus, spiega Santuccione, che per una persona anziana il non poter andare al bar, incontrare l’amico, andare a la fare la passeggiata, ha un valore importante, anche in termini di salute mentale. La quotidianità fondamentale per il bambino che ha bisogno di una routine monto forte, come pure per l’anziano che ha bisogno d punti di riferimento stabili nello spazio e nel tempo, per restare orientato. Da un punto di visto cognitivo se questo viene meno, il rischio è che si sfasci anche il nostro cervello, non che non funzioni più come dovrebbe”.

L’importanza del libro “Una bambina senza testa”, è lo che in esso si sviluppa e approfondisce la tesi secondo cui la malattia del cervello e della mente va analizzata sotto la lente di ingrandimento di sesso e genere. Intendendo per sesso il dna, il codice genetico, e per genere quello che la società fa di ciascuno di noi quello che è ritenuto  più consono ad un ruolo femminile piuttosto che maschile.

Gli effetti del covid-19 non hanno fatto, spiega Santuccione che confermare questa diversità:

“Per quanto riguarda l’aspetto medico le donne hanno registrato un più basso tasso di letalità rispetto agli uomini, anche in contesti lavorativi a prevalenza femminile, e per quanto riguarda l’aspetto psicologico le conseguenze del distanziamento sociale hanno avuto forte impatto sulle donne forzate spesso a ricoprire ruoli multifunzionali, avendo sulle spalle la gestione della famiglia. La componente ansiosa è molto aumentata, è si è registrato un aumento documentato dall’Ocse di suicidi, in particolare tra le adolescenti”.