Il Pescara vanta attualmente un piccolo record nella sua storia, poiché – ancora oggi – è l’unica squadra della regione Abruzzo ad aver mai militato in Serie A. Il club in questo momento milita in Serie C e sta facendo fatica a riaffacciarsi sui livelli di calcio più elevati in Italia.

Ovviamente il sogno di giocare in Serie A appartiene a tutte le compagini nostrane, che si tratti di squadre più o meno rinomate. Il campionato massimo italiano infatti non solo sta ritrovando nuova linfa vitale in Europa ma è da sempre uno dei più importanti a livello europeo, spesso al centro di documentari, film a tema, fumetti, videogiochi o mini giochi online che si possono giocare sui siti autorizzati più importanti, come nel caso di questo portale o tanti altri simili.

Ebbene, al momento l’ultima stagione del club in massima divisione risale al 2016/2017. Un’annata iniziata con grandi speranze ma che poi si è rivelata negativa in maniera davvero brusca.

L’ultima stagione del Pescara in Serie A

Il Pescara si presentava ai nastri di partenza della stagione con l’ex Campione del Mondo Massimo Oddo in panchina, artefice della promozione dell’anno precedente. L’altro grande protagonista della stagione, l’attaccante Gianluca Lapadula, è stato invece ceduto al Milan. Nonostante questo, la rosa del Pescara poteva comunque vantare giocatori di tutto rispetto, che poi sono diventati anche molto importante nel panorama calcistico attuale. Impossibile non citare, per esempio, Cristiano Biraghi, Bryan Cristante e Gianluca Caprari, con veterani al pari di Hugo Campagnaro, Alberto Aquilani, Simone Pepe e Albano Bizzarri che dovevano fare da chioccia per garantire un giusto mix all’interno della rosa.

L’intenzione di Oddo è quella di proporre un calcio abbastanza atipico per una neopromossa, con un gioco mediamente offensivo che potesse essere in grado di esaltare le capacità dei suoi calciatori. E l’inizio di stagione parve davvero incoraggiante, dato che nelle prime 2 partite il Pescara collezionò 4 punti. All’esordio, infatti, la squadra costrinse al pari il Napoli di Sarri, dopo essere andata addirittura in vantaggio per 2-0, con la rete record di Benali che diventa il primo calciatore della Libia a segnare un gol in Serie A. La seconda giornata, invece, vede un evento clamoroso: il Pescara, sul campo, perde 2-1 contro il Sassuolo ma poi gli viene assegnato uno 0-3 a favore a tavolino per via della presenza in campo (per gli avversari) di Antonino Ragusa, che da distinta ufficiale non poteva essere presente.

Di conseguenza, l’inizio di campionato sembra presagire una stagione particolarmente tranquilla per la squadra abruzzese. In realtà, sarà solo un’illusione prima di una lenta agonia.

La caduta, il ritorno di Zeman e l’epilogo infelice

La vittoria a tavolino contro il Sassuolo infatti resterà l’unica affermazione della squadra fino a febbraio, mese in cui finalmente il Pescara vince la sua seconda partita in campionato – la prima sul campo – con un roboante 5-0 contro il Genoa, ancora oggi la più larga vittoria del club nella sua storia in Serie A. Ma prima e dopo quella gara, la stagione sarà semplicemente disastrosa. Fino alla gara contro i rossoblu, infatti, il Pescara raccoglie 5 pareggi e addirittura 17 sconfitte.

Oddo viene esonerato e, al suo posto, in un impeto di romanticismo, viene richiamato Zdenek Zeman, che pochi anni prima aveva dato spettacolo proprio al Pescara in Serie B, generando una promozione storica per il club. Nel mercato di gennaio arrivano, tra gli altri, Kastanos, Muntari, Gilardino, Cerri, Bove e Stendardo. Ma la situazione sembra ormai compromessa e il Pescara, infatti, retrocede aritmeticamente in Serie B a 5 giornate dal termine. Concluderà il campionato all’ultimo posto, con svariati record negativi, tra cui minor numero di punti (18), maggior numero di sconfitte (26), minor numero di vittorie (3) e peggior difesa della Serie A (81 gol subiti). Ancora oggi questa resta l’ultima stagione di Serie A degli abruzzesi. In attesa di una potenziale rinascita.