TERAMO – Claudio Moffa, ordinario di Scienze politiche a Teramo, e la lezione choc sul negazionismo della Shoah. Il docente sale in cattedra e parla di “cosiddetto Olocausto”, di “falsità di Auschwitz” e di “racconti non fedeli di sopravvissuti”.

Il caso solleva subito indignazioni da parte del mondo politico e universitario. “Parole inaccettabili” le definisce il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, “non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio”.

Il neo preside della facoltà di Scienze Politiche, Enrico Del Colle, che proprio nel suo primo giorno di lavoro è stato risucchiato dalle polemiche, preannuncia che il prossimo consiglio di facoltà discuterà del caso-Moffa.

I deputati Walter Veltroni ed Emanuele Fiano, con un’interrogazione parlamentare urgente chiamano in causa direttamente il Governo.

Solo Forza Nuova difende le tesi del professore al centro della bufera: “Risulta incredibile – spiega Marco Forconi, il segretario provinciale di Forza Nuova Teramo – che in Italia esprimere o dissentire su certe posizioni può risultare un fatto penalmente punibile”.

LA LEZIONE CHOC DI MOFFA

L’ora e mezza di lezione, ripresa con una telecamera, e il cui video è pubblicato sulle pagine web del docente, è stato ripreso dal quotidiano La Repubblica che ha risollevato la questione del negazionismo, ovvero la contestazione che ci siano stati i campi di sterminio e i 6 milioni di ebrei morti.

È il 25 settembre, e nell’aula 12 della facoltà di scienze politiche, Moffa tiene l’ultima lezione dell’edizione 2009/2010 del master “Enrico Mattei in vicino e medio Oriente”.

Il titolo della lezione choc del 25 settembre lascia chiaramente intuire come verrà sviluppato l’argomento: “Il tema-tabù del mondo accademico, la questione della ‘Shoah’, della difesa del suo dogma da parte della Inquisizione del III millennio, e del suo uso politico nel complesso contesto della ‘guerra infinità del Vicino Oriente”.

Per Moffa c’è un legame tra la Shoah e la guerra in Medio Oriente. Parla di uno “sfruttamento dell’Olocausto”, avvenuto “a fini politici ed economici”.

Durante la lezione il docente mette in discussione anche il racconto di Shlomo Venezia, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. “Non c’è alcun documento di Hitler che dicesse di ‘sterminare tutti gli ebrei'”, dice Moffa, parlando agli studenti dell’università abruzzese.

Moffa punta anche al dato dei sei milioni di ebrei sterminati, un “numero con una valenza cabalistica. Non si capisce perché lo si debba sempre ripetere”. Una cifra ufficiale, dice Moffa, “ormai ampiamente messa in discussione”.

Duro il giudizio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, tramite il presidente, Renzo Gattegna: “Mettere in dubbio o negare la Shoah significa offendere la Memoria delle vittime. Invito queste persone a visitare lo Yad Vashem e a studiare la documentazione che là è depositata”.

Il presidente dell’Aned (associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti), Gianfranco Maris, deportato nel 1943 nel campo di Mauthausen, si dice “disgustato”.

PRESIDENTE CHIODI: ”SONO SENZA PAROLE”

PESCARA – “Sono sempre di più senza parole, Moffa mi sembra l’ultimo giapponese sull’isola del Pacifico…”.

È il laconico commento del presidente della Regione Abruzzo, il teramano Gianni Chiodi, dopo le ultime “sparate” dello storico negazionista Claudio Moffa, docente all’Università di Teramo, che durante una lezione all’Ateneo abruzzese ha contestato lo sterminio degli ebrei, negando ancora una volta l’esistenza delle camere a gas.

“Capisco la ricerca della visibilità – ha proseguito Chiodi – ma ora ci vuole un bel coraggio a cercarla con argomenti privi di verifica storica”.

La lezione incriminata dello storico, che già nel 2007 aveva creato polemiche e incidenti di piazza con le sue tesi, è stata ripresa oggi dal quotidiano “la Repubblica”.

Moffa, che insegna alla facoltà di Scienze politiche, ha nuovamente esposto le sue tesi durante l’ultima lezione del master di cui é coordinatore. Tra i docenti anche altri famosi storici negazionisti.

“Fa specie che dopo sessant’anni, con migliaia di testimonianze – aggiunge Chiodi – ancora si dica che la Shoah non é esistita; ma la cosa più grave è che non si capisce dove si vuole arrivare”.

“Se mira allo scontro tra scienziati, che il dibattito resti sui libri di storia – continua – ma se vuole rinfocolare certe tesi si rischia di creare un vulnus nel sentimento di condanna senza se e senza ma di un crimine contro l’umanità”.

“Cacciarlo dall’Università? No, bisogna difendere la libertà di espressione – conclude – ma poi Moffa non si lamenti se quando esprime le sue aberrazioni c’é una levata di scudi”.

RUFFINI (PD): “MOFFA DANNEGGIA IL PRESTIGIO DELL’ATENEO DI TERAMO”

TERAMO – “Rivolgo un appello al Rettore e al Senato Accademico affinché il professor Moffa si astenga dal creare un caso mediatico danneggiando il prestigio e la storia del nostro Ateneo”.

Lo afferma Claudio Ruffini, fiduciario provinciale dell’associazione nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) Teramo nonché consigliere regionale Pd.

Le dichiarazioni sull’olocausto di Moffa al master universitario di Teramo sono di “assoluta gravità e denotano una trattazione superficiale di un argomento così storicamente complesso – insiste Ruffini – Moffa ha deciso di passare alla storia come tra i pochi che si allineano con le posizioni dell’Iran di Ahamedinejad, di cui tra l’altro nel suo blog dice di essere un estimatore. Negando l’Olocausto si mina invece la democrazia occidentale e si crea un clima di tensione che mette in discussione persino le ragioni stesse della nascita dello Stato di Israele, ovvero l’unico Stato democratico in Medio-Oriente”.

“Credo che Moffa cerchi solo visibilità personale e per il suo Master. Una pubblicità che non fa onore all’Università degli studi Teramo e ad una Provincia di Teramo insignita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi di una medaglia al valor civile per la resistenza contro i nazifascisti” aggiunge Ruffini.

“Non chiediamo assolutamente la sua espulsione dall’Università, ma soltanto che si attenga alla didattica prevista dal Master sul Medio Oriente. Le sue convinzioni personali, suffragate dal nulla, ledono la dignità umana di chi ha vissuto quella tragedia e contrastano apertamente con il pensiero storico sulla verità dell’ Olocausto che si è largamente affermato nel nostro Paese, nelle Università, nei Licei e negli Istituti italiani”, chiude il fiduciario teramano dell’Anpi.

DI SANTE (ANPI): “NEGAZIONISMO MOFFA OFFENDE LA MEMORIA DELLE VITTIME”

L’AQUILA – Il professor Claudio Moffa, con le sue tesi negazionistiche, offende la memoria delle vittime della Shoah e l’istituzione universitaria.

“Invitiamo tutti, soprattutto gli studenti, a studiare e a visitare i luoghi dello sterminio”.

Così lo storico dell’Anpi di Teramo, Costantino Di Sante, commenta in una nota le dichiarazioni del docente dell’Università di Teramo.

“Non ci stupisce – spiega lo storico – il fatto che il prof. Moffa continui a negare la Shoah, visto che non è la prima volta che, senza nessun contraddittorio, riferisce tesi scientificamente insostenibili, citando studiosi inattendibili e screditati dal mondo accademico”.

“Come Associazione partigiana – prosegue – le parole del prof. Moffa ci indignano maggiormente perché pronunciate all’interno dell’Ateneo di una regione nella quale il fascismo attivò ben quindici campi di internamento. In diverse di queste strutture, oltre ad antifascisti e partigiani, vi furono rinchiusi centinaia di ebrei. Molti di essi furono deportati e sterminati ad Auschwitz”.

“Il prof. Moffa – insiste Di Sante – offende la loro memoria e la storia personale di tanti partigiani e patrioti d’Abruzzo che li aiutarono, a rischio della propria vita, a sfuggire alla persecuzione dei nazifascisti. Offende un’istituzione universitaria, come quella teramana nella quale mi sono formato, che ha sempre valorizzato la ricerca storica basata su fonti certe e scientificamente attendibili”.

“Per questo – conclude Di Sante – invitiamo, soprattutto gli studenti, a documentarsi, a studiare e a visitare i luoghi dello sterminio. Noi, come Anpi teramana, siamo e saremo sempre pronti a promuovere iniziative ed attività culturali, che possano arricchire la conoscenza della Shoah, come unico antidoto contro l’ignoranza”.

FORZA NUOVA TERAMO: “SOLIDARIETA’ A MOFFA”

TERAMO – “Esprimo personale e profonda solidarietà al professor Claudio Moffa, ordinario presso l’Università di Teramo, oggetto di una impressionante gogna mediatica in queste ore”.

Lo afferma Marco Forconi, il segretario provinciale di Forza Nuova Teramo. “Risulta incredibile – spiega – che in Italia, così come in Germania e altre nazioni dove vige una concezione del tutto particolare della libertà di pensiero, esprimere o dissentire su certe posizioni può risultare un fatto penalmente punibile con anni di carcere mentre l’eccidio dell’inerme popolo palestinese ad opera delle milizie israeliane rientra in una normalissima casisitica di guerra dove, fra l’altro, non esiste proporzionalità fra attacco e difesa”.

“Mi auguro – chiude Forconi – che un giorno, non troppo lontano, possa definitivamente cadere questo tabù sull’Olocausto e iniziare un lento e graduale percorso di riconoscimento di fonti alternative in merito a tale tema”.

FIANO (PD), ”PRESENTATA INTERROGAZIONE URGENTE ALLA CAMERA”

TERAMO – “Insieme a Walter Veltroni abbiamo presentato oggi un’interrogazione urgente al governo alla Camera sulla vicenda delle lezioni negazioniste svolte dal professor Moffa all’Università di Teramo”.

Lo annuncia Emanuele Fiano del Partito democratico. “In queste lezioni – spiega – il sedicente professore cita numerosi esponenti della corrente di pensiero che, in Europa, nega l’esistenza delle camere a gas e dei forni crematori.

“Abbiamo chiesto al governo – prosegue Fiano – di dire in Parlamento se il tenore di queste lezioni, pur nel rispetto dell’autonomia didattica, possa garantire quel contenuto educativo che deve far parte di qualsiasi percorso di formazione. Abbiamo in più appreso con stupore, come riportato dal suo sito personale www.claudiomoffa.it, che il professore avrebbe svolto l’inaugurazione di un suo corso il 6 maggio scorso in una sala di palazzo Chigi, presso la Galleria Colonna”.

“In merito a questo incredibile episodio – conclude Fiano – chiediamo ovviamente al governo di riferire se ciò sia effettivamente accaduto e del perché un nemico della verità e della storia che nega l’esistenza della Shoah abbia potuto accedere ad una sala della presidenza del Consiglio”.

COLLI (PDL): “GELMINI O RETTORE RIMUOVANO IL PROFESSORE MOFFA”

TERAMO – “Spero che il ministro Gelmini o il Rettore dell’Università di Teramo intervengano al più presto per rimuovere il professore Moffa che si è reso protagonista di affermazioni che oserei definire schifose”.

Questo ha detto la senatrice del Partito delle libertà, Ombretta Colli, componente della commissione Istruzione e Cultura, in merito alle affermazioni negazioniste della Shoah del professor Claudio Moffa dell’Università di Teramo.

“È assurdo – ha aggiunto Colli – che ai nostri tempi ci sia ancora qualcuno che neghi l’orrore della shoah. Ancora più assurdo è però constatare che un docente universitario propugni idee del genere ai suoi allievi. Ho avuto modo di vedere il filmato sul sito di Repubblica e le dichiarazioni di questo docente accademico mi hanno letteralmente disgustata”.

“Si intervenga al più presto – ha concluso la senatrice – perché l’università deve essere un luogo di cultura e umanità, non di orrore”.

RICCARDO (IDV): “PER MOFFA SANZIONI ESEMPLARI”

TERAMO – “Sono inaccettabili le affermazioni di Moffa – afferma convinto Giampiero Riccardo, Coordinatore Regionale Giovani Idv Abruzzo. Gli atenei dovrebbero sanzionare in modo esemplare questi docenti che con le loro bizzarre teorie rischiano d’inficiare le capacità e il senso critico degli studenti”.

“Qui non si tratta di garantire la libertà di pensiero – aggiunge – che è un pilastro della nostra Costituzione, siamo piuttosto davanti a un docente che postula teorie complottistiche senza alcuna ratio storica. Gli ebrei sono morti in Germania per mano dei nazisti tedeschi e purtroppo in un certo momento storico anche con la complicità dei fascisti italiani”.

“Inutile – conclude Riccardo – prendere le misure delle camere a gas per confutarne la funzione”.

ARZARELLO (FGCI): “A MOFFA UN SIMBOLICO BIGLIETTO PER AUSCHWITZ”

TERAMO – “Cosa ha da insegnare un simile personaggio? Chiediamo, nei fatti, e non a chiacchiere, l’allontanamento immediato dall’insegnamento di Claudio Moffa, professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’università di Teramo, a cui per riempire il tempo libero che ci auguriamo avrà da oggi, un simbolico biglietto aereo: destinazione Auschwitz, affinché possa studiare e apprendere, seppur in notevole e colpevole ritardo, che la Storia non si manipola”.

È quanto afferma Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, l’organizzazione giovanile del PdCI-FdS, a commento del video pubblicato dal sito “Repubblica” della lezione del professore Claudio Moffa tenuta a Teramo il 25 settembre scorso.  

PRESIDE FACOLTA’ DEL COLLE: “CI DISSOCIAMO DA MOFFA”

TERAMO – Il neo preside della facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Teramo, Enrico Del Colle, prende le distanze da Claudio Moffa.

Del Colle, al suo primo giorno di lavoro in Facoltà, è stato risucchiato dalle polemiche sul video pubblicato dal sito di Repubblica in cui Moffa, durante una lezione universitaria, riporta i dubbi espressi da Fourisson sull’Olocausto facendoli suoi.

“La facoltà su questo problema – dichiara Del Colle – si è espressa già tre anni fa. Era maggio 2007 quando Moffa invità il negazionista Robert Faurisson per tenere una lezione sullo stesso tema e in pieno centro a Teramo si registrarono incidenti. Già allora la facoltà di è dissociata da ogni vicinanza a questa sensibilità che allora generò problemi alla facoltà. Da questo momento in poi, l’opinione è la stessa. Il preside non può fare altro e la facoltà non può andare oltre”.

Enrico Del Colle non esclude che il prossimo 13 ottobre, giorno in cui è prevista la convocazione del consiglio di facoltà per discutere di altre questioni, il collegio decida di integrare anche il “caso Moffa”.

MUSSI: “LA GELMINI INTERVENGA CON UNA CHIARA POSIZIONE”

TERAMO – “Che ha da dire la Gelmini sul docente negazionista di Teramo?” A chiederlo è Fabio Mussi, già ministro dell’Università nel governo di centrosinistra.

“Una scuola pubblica di Adro – afferma Mussi – viene allestita con simboli di un partito che vanta ‘ascendenze celtiche’, e il ministro Gelmini ci mette qualche settimana per formulare le sue, deboli, obiezioni: e i simboli sono ancora lì”.

“All’università di Teramo – insiste – un professore organizza un corso per negare l’Olocausto, presentandolo a quanto a pare nella Sala polifunzionale di Palazzo Chigi nel maggio scorso. Ci aveva già provato nel 2007, invitando a tenere una lezione il noto negazionista Faurisson”.

“Il ministro di allora – ricorda – sollecitò e sostenne il rettore, che giustamente la impedì, chiudendo l’ateneo abruzzese. Qui non c’entra niente la libertà d’espressione: c’entra l’odio razziale e l’apologia del nazismo, che fino a prova contraria sono reati.

“Quanto ci metterà – conclude Mussi – il ministro Gelmini a capire che è un suo dovere intervenire a nome del governo con una chiara posizione?”.

MINISTRO GELMINI: “CHI SEMINA ODIO NON DEVE INSEGNARE”

TERAMO – “Le parole pronunciate sono inaccettabili, offendono profondamente la memoria degli ebrei morti nelle camere a gas. Non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio”.

Così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in una dichiarazione al Tg5, ha commentato la lezione sul revisionismo e la negazione della Shoah tenuta dal professor Claudio Moffa, ordinario di Scienze Politiche all’Università di Teramo.

CHIAVAROLI (PDL): “INTOLLERABILE ESPRIMERE DELIRANTI TEORIE IN UNIVERSITA”’

TERAMO – “Che il negazionista Claudio Moffa si possa fregiare del titolo di professore è già di per sè un controsenso, ma che poi possa esprimere le sue deliranti teorie sulla Shoah in un’Università è davvero indegno”.

È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito delle libertà in Abruzzo, Riccardo Chiavaroli.

“Rivendico sempre – prosegue il consigliere Chiavaroli – persino per Moffa, la libertà di pensiero anche quando questo mi disgusta. Infatti non contesto che egli possa pensare che la Shoah, lo sterminio degli ebrei, sia un falso storico. E non contesto nemmeno il fatto che egli possa esprimere pubblicamente tali fandonie”.

“Quello che non si può tollerare – afferma Chiavaroli – è che ciò possa avvenire in un prestigiosa università pubblica, per di più senza contradditorio, spacciando il suo intervento per una ‘lezione universitaria’”.

“Conosco e stimo la professoressa Rita Leali Tranquilli, rettore di Teramo e sono certo – conclude Chiavaroli – che per quanto nelle sue possibilità, porrà fine a questo scandaloso e ormai ripetuto modo di fare di Moffa, che offende l’umanità intera, il popolo ebraico e il nobile valore dell’insegnamento in cattedra.”

MASCITELLI (IDV), ”MOFFA NON PUO’ INSEGNARE”

TERAMO – “Il ministro Gelmini sia consequenziale alle dichiarazioni rilasciate in Tv e si attivi immediatamente per chiedere di adottare i necessari provvedimenti nei confronti del professor Claudio Moffa, ordinario presso l’Università di Teramo, che ancora una volta ha dato dimostrazione di non poter fare quel mestiere, propugnando idee odiose e diseducative ai giovani, negando la realtà storica della Shoah”.

Lo chiede il senatore Alfonso Mascitelli, Segretario regionale dell’Italia dei Valori in Abruzzo, commentando la posizione negazionista dell’olocausto del docente teramano.

“Le parole pronunciate da Moffa – sottolinea Mascitelli – offendono profondamente non solo il popolo ebraico, ma anche i cittadini italiani e in particolare i tanti abruzzesi che hanno vissuto sulla propria pelle l’odio nazista”.

“Ci meraviglia – aggiunge – che nessun esponente delle istituzioni regionali abbia finora sentito l’obbligo di condannare il comportamento di questo signore che ci auguriamo venga quanto prima adibito ad altre mansioni. Attendiamo, in proposito, un segno tangibile anche da parte del Governo”.