L’AQUILA – “La nostra Costituzione è stata stuprata dai Trattati europei. E chi difende l’Unione Europea, che è solo e soltanto questa, difende un crimine contro l’umanità e offende chi per quella Costituzione ha versato sangue. Sono capaci di fare questo, figuriamoci se si preoccupano della ricostruzione dell’Aquila”.

Poche parole ma molto dirette, quelle dell’autore di “Il male assoluto. Dallo stato di diritto alla modernità restauratrice. L’incompatibilità tra costituzioni e trattati dell’Ue. Aspetti di criticità dell’euro”.

L’autore in questione si chiama Giuseppe Palma, ha 37 anni, è un avvocato di origini pugliesi che vive e lavora a Milano e che, ammette, non riusciva a capire, da tecnico, perché l’Italia non riuscisse più ad un certo punto a prendere decisioni in autonomia.

“Pensavo, ingenuamente, a una debolezza politica, o all’effetto di accordi normali – spiega Palma ad AbruzzoWeb – ma poi mi sono reso conto che c’era qualcosa di molto più complesso che di fatto impediva al nostro Paese di muoversi. In quel momento, ho ‘visto’ il Trattato di Lisbona, Trattato decisivo per la vita democratica italiana”.

“Di fatto, siamo stati letteralmente esautorati, il nostro Parlamento non conta più niente, deve obbedire a un potere sovranazionale orrendo, antidemocratico e crudele”, dice ancora, senza mezzi termini, l’avvocato Palma.

Che rincara pure la dose: “Sono stati traditi 200 e passa anni di rivoluzioni per i diritti sociali”.

Attraverso, è la certezza di Palma, un “lavaggio totale del cervello. L’Unione Europea è stata venduta per ciò che non era, gli italiani, gli europei, per decenni sono stati ‘bombardati’ con una propaganda senza sosta. L’Euro andava spinto in quel modo perché, se gli ‘sponsor’ e i costruttori stessi dell’impianto dell’Unione europea e della moneta unica avessero detto la verità, i popoli avrebbero semplicemente detto di no”.

In effetti, qualcuno aveva detto di no.

Francia e Olanda nel 2005 bocciarono la Costituzione europea, quella scritta dall’italiano Giuliano Amato, attraverso referendum che toccarono punte dell’oltre sessanta per cento dei ‘no’. E allora, i ‘tecnici’ si sono rimessi al lavoro per fregare i popoli e l’hanno riadattata chiamandola Trattato di Lisbona, una roba incomprensibile, resa tale proprio perché era così che serviva. Io stesso ho avuto difficoltà nel comprenderla, ho dovuto affidarmi a un manuale di Diritto europeo. La Costituzione italiana è abbastanza chiara perché è stata messa in piedi per il popolo, il Trattato di Lisbona è contro il popolo, quindi è incomprensibile ai più. Ed è stato approvato evitando il referendum. L’antidemocrazia criminale a vantaggio di finanza speculativa, grossi gruppi di potere industriale e banche private. Con l’Euro, una moneta altrettanto criminale, che i popoli europei devono prendere in prestito e ‘reggere’ tassando a morte i cittadini per restituirla con gli interessi.

Tutto questo perché, secondo lei? Il potere di cui lei parla, da qualche parte deve pur portare.

Si va verso un nuovo ordine europeo che deve imporre senza se e senza ma i principi del libero mercato e della concorrenza, impoverendo le popolazioni e privatizzando tutto, anche perché se potessero privatizzerebbero anche l’aria. E quando i servizi essenziali sono privatizzati, tu cittadino devi trovare il modo per pagarli. La famosa ‘captive demand’, cioè il modello che permette a pochi privati di ottenere profitti certi, perché senza aria non vivi e i servizi essenziali sono come l’aria, quindi o li paghi, oppure muori. Sei costretto a pagarli se non vuoi morire, ma con la precarietà devi pure accettare le briciole del lavoro, quando ti viene offerto. Sempre lì, sempre sui crimini. Questi sono criminali. E i criminali commettono crimini.

Però l’avversione del popolo, a grandi linee, nei confronti del pubblico, ha raggiunto livelli mai raggiunti prima.

È una delle conseguenze del lavaggio del cervello di cui parlo. Si svuota lo Stato, lo si rende inefficiente e si spaccia il privato per il meglio che c’è in circolazione. Si tratta di una truffa, ma di una truffa criminale, perché distruggere il pubblico significa far male, malissimo, alla stragrande maggioranza delle persone.

Domanda sciocca: i nostri politici cosa fanno?

A loro non frega niente, sia a chi è consapevole del disastro, quasi tutti, sia a chi non ha capito nulla di quanto è accaduto e sta accadendo all’Italia e alle altre nazioni europee.

C’è una parte politica più responsabile dell’altra in questo disastro?

Il centrosinistra italiano si è venduto alla finanza speculativa più del centrodestra. Non è un caso che tra i maggiori difensori dell’impianto europeo ci siano ex comunisti, letteralmente comprati da chi ha molti quattrini.

Il suo giudizio in generale nei confronti della classe politica italiana è tremendo.

Penso non solo al Trattato di Lisbona, ma anche al Fiscal compact, che ha sferrato un pugno vergognoso alla nostra Costituzione con l’inserimento del pareggio di bilancio. Qui parliamo di cambi epocali, in peggio, autorizzati dal Parlamento con maggioranza bulgara. I nostri politici sono dei traditori e dei criminali. 

E nel mondo cui appartiene lei? Come vanno le cose rispetto a questi temi?

Parlo da avvocato, quindi da professionista senza padrone, che non deve rispondere a nessuno. Credo che nella magistratura le cose siano messe piuttosto male. I magistrati lavorano tre volte a settimana, hanno il loro stipendio, la loro carriera, non si immischiano in faccende che potrebbero costargli caro. Se poi ‘saliamo’ in Corte Costituzionale, ci troviamo di fronte a un incubo perché per far parte di quell’universo devi essere parte del sistema che ti apre le porte di un certo potere. È un sistema blindato, non è lì che si può agire per cambiare strada.

Eppure, l’Euro non gode più di ottima salute. E se una moneta comincia a cedere…

Guardi, ho la convinzione che ai piani alti qualcuno si sia reso conto che quello dell’Euro non sia affatto un processo irreversibile. Mario Draghi da presidente della Banca centrale europea ha dato poco ossigeno a un malato che sta morendo, senza fargli la chemio, acquistando titoli di stato e svalutando un poco l’Euro sul dollaro. Questo ha comportato un aumento di occupazione momentanea, però è poca roba a salari bassi. Draghi, però, non può acquistare tutto il debito pubblico europeo, c’è la Germania di Angela Merkel che non lo permetterebbe mai, ma forse il motivo, o uno dei motivi, è che ha capito che l’Euro non è irreversibile.

La Lira, la “liraccia” della svalutazione competitiva, può essere la salvezza? E a chi dice che con una moneta sovrana nazionale non ci può difendere dai giganti come la Cina e l’India, o alcune potenze del Continente americano?

È con l’Euro non puoi difenderti dai giganti. Giappone e Usa fanno ciò che vogliono perché hanno le loro monete, semplicemente emettono, spendono, comprano il debito pubblico e se vogliono possono distruggere la disoccupazione perché hanno gli strumenti per farlo. In Europa, puoi anche avere la volontà, ma gli strumenti che hai in mano ti vietano di muoverti nella direzione giusta. Chi ha una sua sovranità monetaria costituzionale la può usare per il benessere di molti, non di pochi, addirittura negli Usa. Lì, anche se a modo loro, è stato applicato Keynes, cioè la spesa a deficit, altro che pareggio di bilancio. E la disoccupazione è scesa vertiginosamente. Da noi, invece, con l’Euro non si può fare nulla se non tassare a morte per garantire chi deve riprendersi la moneta che ti ha prestato con gli interessi. E non mi vengano a dire che si può campare di export, perché per farlo con l’Euro bisogna distruggere la domanda interna, in Italia è già accaduto, ma anche abbassare i salari. Che occupazione è mai quella che prevede contratti fasulli e stipendi miseri?

Intanto, i giovani italiani se ne vanno in massa.

Anche questa è una conseguenza che i governanti avevano previsto. Nel libero mercato europeo servono lavoratori liberi di girare il Continente e che siano disposti, per disperazione, a lavorare a due soldi. Non stupiamoci per le frontiere aperte, è così che qualcuno ha voluto.

Però in Italia le preoccupazioni maggiori sono per gli sprechi della casta e per l’evasione fiscale.

L’economia è una cosa diversa, un Paese vive se ha un’economia vera su cui contare. E questo in Italia non c’è più, da quando siamo entrati nel vortice dell’Euro, da quando siamo stati spolpati della nostra sovranità costituzionale e monetaria. L’evasione fiscale, sia chiaro una volta per tutte, ha senza dubbio un impatto, ma oggi diventa un problema perché toglie credibilità a chi come noi deve restituire gli euro presi in prestito. E poi, la vera evasione fiscale riguarda i grossi squali, non certo il piccolo o medio imprenditore che deve salvare quel che ha. Solo che i grossi squali vengono tutelati, chi invece è costretto ad evadere le tasse, viene puntato e punito. Tra l’altro, va ricordato che l’evasione fiscale genera comunque una certa economia. È un discorso morale, non economico. Ma se uno Stato ha la sua sovranità monetaria e di bilancio, la tassazione non è più un problema, quindi neanche l’evasione fiscale.

Capitolo L’Aquila terremotata. I soldi c’erano, poi non c’erano più, poi forse li ha trovati il governo di Matteo Renzi, ma gli scandali locali fanno pensare che in Abruzzo il terremoto serva solo a far rubare più gente possibile. Eppure, in questo impianto economico, ci par di capire, una città non si risolleva come potrebbe e dovrebbe. Al netto delle ruberie.

Scusi, ma cosa gliene frega dell’Aquila ai padroni del vapore? Lasciano morire interi comparti industriali e artigianali, zone che producevano ricchezza a non finire, le pare che qualcuno si metta a emettere moneta, sovrana e senza interessi, per un gioiello come L’Aquila? Poteva essere un restauro mondiale, sarebbe stata una cosa meravigliosa, un  laboratorio mondiale dell’arte, ma nel rapporto deficit/pil non è stata neanche tolta la calamità naturale. Chi ha il coraggio di fare questo, è un criminale. Un mostro. Un vero mostro.