VERONA – “Gli elementi importanti sono tre, uno è la qualità del prodotto, uno è l’estetica e un altro è la rete vendita. Tre elementi che devono ruotare tutti insieme, il packaging da solo fa fatica a competere, l’estetica è la parte finale di un risultato, quando si lavora bene bisogna lavorare tutti insieme”.
Mario Di Paolo è un creativo di Spoltore (Pescara) che ha messo la firma ad alcune tra le più originali etichette di vino abruzzesi e che al Vinitaly in corso in questi giorni a Verona ha incassato una serie di premi.
La giuria presieduta da Cleto Munari ha attribuito il premio speciale “Immagine coordinata 2016” e diverse etichette d’argento alle bottiglie dell’azienda agricola Francesco D’Alessandro di Ortona (Chieti) e di Cantina Tollo.
“È la terza volta che vengo premiato a Verona, è una grande soddisfazione che si somma ad altri progetti premiati anche all’estero”, dice Di Paolo.
“Ogni progetto deve comunicare, rappresentare, tentando di creare connessione visiva tra chi consuma e chi fa il vino, e soprattutto il territorio dove si fa il vino – spiega – deve raccontare le storie, riuscire a comunicare attraverso questo elemento, sia esso più concettuale o più minimalista non ha importanza, ma deve esserci una connessione e riuscire a farla percepire”.
“L’anno scorso – racconta Di Paolo – abbiamo vinto con un’etichetta di vino che si chiama Litos, è la ricerca di un nome abbastanza risonante, che si produce dove c’è un sottosuolo ricco di pietra calcarea quindi un vino estremamente minerale, ed è una etichetta che rappresenta la stratificazione a tre falde a voler rappresentare la caratteristica del sottosuolo, mai fatta nella storia delle etichette del vino, ma quella va spiegata, vedendola non te la togli più dalla mente!”.
All’essenziale conoscenza del territorio e del prodotto da confezionare, Di Paolo associa altre fonti di ispirazioni per le proprie creazioni.
“Sono cresciuto nell’arte contemporanea, ho vissuto sempre a contatto con le avanguartdie internazionali che per me sono ossigeno – aggiunge – Le contaminazioni ci sono sempre, l’innovazione è una grande sfida”.
“Comunicare nel mondo del vino è una delle cose più difficili, c’è una competizione incredibile, creare nuovi modi di comunicare diventa anche un grande volano per l’azienda”, spiega. “Il successo, i premi e i riconoscimenti, la grande casistica di clienti ci sono dati anche dal fatto che le aziende hanno riscontri nelle vendite”.
“Il packaging – conclude – è la somma di una serie di valori, non solo estetici, che ti porta a ragionare affinché tu possa vendere ed immettere sul mercato quel determinato prodotto, l’etichetta è la parte finale di un prodotto non il contrario. Prima bisogna capire come funziona il mercato”.
SI CHIUDE FIERA INTERNAZIONALE DEL VINO, ABRUZZO IN CRESCITA
Si chiude oggi la 50esima edizione del Vinitaly di Verona.
Le degustazioni hanno coinvolto soprattutto buyers stranieri che guardano di buon occhio la qualità dei vini abruzzesi. In occasione del Vinitaly, il Dipartimento regionale per le Politiche agricole, ha diramato i dati ufficiali della produzione 2015. In Abruzzo si coltivano 32.725 ettari di vigneto, pari al 4,8 per cento di quella nazionale.
La coltivazione della vite si concentra per la quasi totalità sulla collina litoranea, in particolare in provincia di Chieti, dove ricade circa l’80 per cento della superficie vitata; seguono Pescara, Teramo e L’Aquila.
Il vitigno più diffuso è il Montepulciano, con quasi 19 mila ettari e copre circa il 75 per cento dell’intera superficie vitata regionale. Seguono i Trebbiani (toscano e abruzzese) con oltre il 30 per cento, mentre più distanti ci sono i vitigni nazionali ed internazionali (Sangiovese, Chardonnay, Cabernet Sauvignon) e autoctoni (Pecorino e Passerina), questi ultimi però sono in forte crescita grazie ai significativi ed interessanti riscontri di mercato degli ultimi anni.
Per quanto attiene i vitigni autoctoni, una particolare attenzione merita il Pecorino, che rappresenta ormai da circa un decennio la novità più interessante nel panorama enologico regionale.
L’ultima novità del comparto enoico, presentata al Vinitaly, riguarda le bollicine: il Consorzio per la tutela dei vini d’Abruzzo ha presentato gli spumanti, che hanno riscosso successo da parte degli addetti ai lavori e della critica. Cresce anche l’export della Regione Abruzzo: nel 2015 la produzione venduta all’estero ha superato i 144 milioni di euro, pari a circa il 3% sul totale export Italia, facendo segnare un incremento sull’anno precedente di oltre il 9 per cento
ALL’AQUILA IL CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE ”LA SELEZIONE DEL SINDACO”
La città dell’Aquila ospiterà dal 26 al 28 maggio prossimi la quindicesima edizione del concorso enologico internazionale “La selezione del Sindaco”, a cura dell’associazione “Città del Vino”. L’iniziativa è stata presentata questa mattina al Vinitaly di Verona, nell’area istituzionale della Regione Abruzzo, alla presenza dell’assessore regionale alle politiche agricole, Dino Pepe, del presidente dell’associazione “Città del Vino”, Floriano Zambon, e del sindaco di Taranta Peligna (Ch), Marcello Di Martino, in qualità di responsabile organizzativo dell’evento. La scelta dell’Aquila scaturisce dalla volontà di rilanciare il capoluogo abruzzese e favorirne la rinascita dopo il sisma del 2009. Le sessioni di degustazione delle Commissioni internazionali si svolgeranno nei locali della sede dell’ex Optimes, situati in via Campo di Pile. Attesi 80 giudici provenienti da ogni parte del mondo. “E’ un concorso enologico importante mirato a valorizzare il comparto vitivinicolo abruzzese – ha detto l’assessore regionale Dino Pepe –. Il vino è il miglior ambasciatore per l’Abruzzo dove abbiamo produttori che hanno puntato molto sulla qualità e sulla comunicazione. L’iniziativa ha raccolto l’entusiasmo del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente il quale si è reso immediatamente disponibile per ospitare l’evento”. L’associazione “Città del Vino” abbraccia in Abruzzo 32 Comuni. “L’Abruzzo ha un forte vocazione vitivinicola – ha detto il presidente dell’associazione, Floriano Zambon – la scelta è caduta sull’Abruzzo per due ragioni: premiare le ottime qualità del vino abruzzese e non per ultimo mantenere viva l’attenzione sulle problematiche che ancora permangono dopo il terremoto e dare un segnale di come attraverso la viticoltura di qualità sia possibile rilanciare un’area con forti vocazioni anche enoturistiche". Possono iscriversi al concorso solo le cantine in alleanza con il Comune di riferimento dell’associazione; il concorso è pensato per piccole partite di vino (minimo mille massimo 50 mila bottiglie) e con un’attenzione particolare a vitigni autoctoni, anche a vini passiti, vini maturati in argilla e produzioni di qualità delle cantine sociali.



