L’AQUILA – Potrebbe venir meno quest’anno in consiglio regionale, in sede di approvazione del Bilancio, la tradizione natalizia della legge “mancia”, con decine di milioni di euro distribuiti a totale discrezione da parte dei munifici assessori e consiglieri regionali, a favore di Comuni, eventi, associazioni a loro care, con occhi di riguardo ai rispettivi collegi elettorali, mediante l’altrettanto tradizionale maxiemendamento notturno che arriva in aula pochi minuti e approvato in fretta e furia e senza uno straccio di discussione.

Nel centrodestra di Marco Marsilio di Fdi, si sta infatti meditando seriamente di rimandare tutto nei primi mesi del 2025. Per stilare il papello dei beneficiari con maggior calma, con risorse certe, evitando una battaglia campale e poco edificante con le opposizioni, tenuto conto dei tempi strettissimi per l’approvazione della legge finanziaria, che arriverà in aula il  28 gennaio con deadline fissata alla mezzanotte del 30 dicembre, se si vuole evitare l’esercizio provvisorio. E perché infine, ma non da ultimo, non c’è accordo nemmeno dentro la maggioranza, con tutti i consiglieri che vogliono riempire il loro paniere a discapito dei colleghi, ma in una situazione di scarsità di risorse.

L’ultima legge mancia era stata inizialmente approvata a dicembre 2023 senza copertura, e vincolata al  reperimento, per l’effettiva erogazione delle somme,  alle “maggiori entrate tributarie ed extratributarie”, ​o ai “trasferimenti erariali compensativi”. Cosa che nel 2024 non è avvenuto, è così dei 22,3 milioni di euro preventivati, per circa 2.300 beneficiari, alla fine sono stati erogati solo a fine novembre, 14,4 milioni, con i beneficiari ridotti a 1.749. Con un elenco tra l’altro rimaneggiato rispetto a quello del dicembre 2023.

Di fatto una figuraccia, davanti a tutti quei comuni, associazioni, pro loco, eventi, manifestazioni, bande, parrocchie che si sono viste cassare lo stanziamento, o se lo sono visto ridurre.

Per di più quest’anno delle risorse per così dire “libere”, da non destinare alle voci obbligatorie e prioritarie,  20 milioni dovranno essere tenuti da parte per contribuire ad abbattere il deficit della sanità.

A novembre le opposizioni di centrosinistra,  seppure con qualche resistenza, e del Movimento 5 stelle, hanno seguito la linea intransigente del professor Luciano D’Amico, candidato presidente alle regionali di marzo, che aveva anche proposto una norma per cancellare del tutto la legge “mancia”, e riprogrammare le risorse per cose più impellenti, come il trasporto pubblico e le politiche sociali. E come detto, lo stesso centrodestra, oltre a a parare le bordate, ha faticato non poco a trovare una quadra al suo interno per la ripartizione dei 1,4,4 milioni, coperta troppo corta, rispetto alla necessità dei singoli consiglieri a dar seguito alle loro esigenze e promesse elettorali.

Al centrodestra, riaprire questo capitolo ora e in fretta e furia significherebbe insomma rovinarsi le feste di fine anno, e rischiare di fare lo ore piccole in un clima da assedio in consiglio regionale. Meglio prendere tempo, e provare a varare, novità assoluta, una legge “mancia”, con le modalità di sempre, ma con una copertura certa e dopo aver trovato un accordo che non laceri ancor di più la maggioranza.