PESCARA – “Oggi più che mai, per ristabilire il rapporto tra parlamentare e territorio, bisogna tornare al sistema delle preferenze, quello più diretto, che consente al cittadino di scegliere il proprio rappresentante in Parlamento, ma che permette di scegliere anche il proprio governo e il proprio rappresentante come presidente del Consiglio’.

Con queste parole il senatore del Popolo della libertà Fabrizio Di Stefano ha lanciato in Abruzzo una raccolta firme finalizzata a richiedere al Parlamento la modifica dell’attuale norma elettorale.

I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati oggi a Pescara. Presenti, oltre a Di Stefano, i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri, Emilio Nasuti e Federica Chiavaroli (Pdl). La raccolta firme, promossa non con il simbolo del Pdl, ma dalla fondazione ‘Cantiere Abruzzo’, verrà effettuata nelle principali piazze della regione, durante il prossimo weekend.

“La proposta in questione – ha spiegato Di Stefano – è già stata presentata in Senato; primi firmatari sono i senatori Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri e ad averla sottoscritta ci sono anche io. Prima dell’estate ne abbiamo discusso anche con il presidente Berlusconi. Per evitare che il simbolo di un partito impedisca a qualche elettore che ritiene giusta questa scelta di sottoscrivere l’iniziativa, abbiamo deciso di presentarla come associazione culturale Cantiere Abruzzo, proprio perché riteniamo che il desiderio di tornare a scegliere i propri eletti non riguardi solo il popolo del centrodestra”.

“La situazione di stallo che c’è a livello parlamentare non è più sopportabile – ha sottolineato il senatore – C’è questo distacco enorme che si è venuto a creare tra l’elettore e l’eletto, tra la politica e gli amministrati. Ci stiamo mobilitando in tutta Italia, speriamo che questa iniziativa venga raccolta anche a livello parlamentare”.

“Speriamo inoltre – ha proseguito – che la sinistra non continui con questo inutile traccheggiamento, proponendo eventualmente i collegi, che comunque permettono ancora una volta ai partiti di scegliere i candidati, perché è chiaro che sul collegio elettorale, com’era il ‘mattarellum’, non è il popolo a scegliere chi si candida, ma è il partito a designare il candidato. Invece le preferenze permettono a tutti i candidati di correre e poi di vedere chi è più scelto”.

“Appare evidente che c’è chi rema contro e vorrebbe mantenere il cosiddetto porcellum – ha aggiunto Di Stefano – Noi riteniamo che questo sistema vada al più presto cambiato, i tempi ci sono perché noi non siamo per andare alle elezioni anticipate. Crediamo che una spinta, un impulso dal territorio possa essere d’aiuto a trovare al più presto la soluzione”.

“Ci mobiliteremo su tutto il territorio regionale il prossimo week end – ha concluso il senatore – e contiamo di trasmettere il tutto a Roma entro un paio di settimane”.