L’AQUILA – Sono ancora in via di definizione gli ultimi accorgimenti della manovra finanziaria nazionale che entro il 2013 dovrà portare al pareggio di bilancio, ma alcune indiscrezioni sono già trapelate ed è possibile valutare quali potrebbero essere le ripercussioni sull’economia abruzzese, sui risparmiatori e sulle tasche delle famiglie abruzzesi.
Una prima proiezione è affidata al professor Giuseppe Mauro, ordinario di politica economica presso la facoltà di Economia dell’università “d’Annunzio” di Pescara-Chieti, che delinea un quadro degli scenari che potrebbero prefigurarsi nei prossimi mesi.
“Da ciò che si apprende non dovrebbero esserci conseguenze negative per i possessori dei buoni del tesoro, che sarebbero esclusi dall’aumento della tassazione prevista invece per altre forme di rendita, che aumenterà dal 12,5 al 20 per cento. Per i piccoli risparmiatori e per le famiglie, pertanto, non dovrebbero esserci rischi”.
L’economista si è poi soffermato sugli effetti che la manovra finanziaria potrebbe determinare sulla nostra regione.
“Credo sia inevitabile una ripercussione anche a livello regionale, che ha già fatto i conti con la dura recessione del 2008, che ha portato nel 2009 ad un livello di Pil che è sceso del 7 per cento. Adesso con questo ulteriore provvedimento penso si possa prefigurare un restringimento della domanda”.
“Possiamo effettuare due macro distinzioni: quello della domanda globale e quello della domanda interna. Sul primo piano c’è stata un ripresa, legata all’export, grazie soprattutto alle esportazioni delle grandi imprese. La domanda interna, invece, è stata invece connotata da una maggior sofferenza. Ora con la manovra in via di definizione, al di là delle tassazioni delle rendite, è prevedibile un ulteriore restringimento della crescita ed è possibile che siano i ceti meno protetti ad avere maggiori problemi”.
Necessario, di fronte ad uno scenario simile, un intervento del governo regionale per incentivare lo sviluppo, magari anche attraverso l’utilizzo dei Fas, i fondi per le aree sottoutilizzati.
“Sicuramente per una terra che non ha risorse interne il ricorso a finanziamenti come i Fas possono rappresentare un’opportunità, ma non risolvono tutti i problemi. Credo che sulla vicenda si sia svolto un dibattito eccessivo. Certo è che si sta aggravando la situazione per una regione che definirei una ‘nobile decaduta’”. (g.a.)






