La necessità di una transizione digitale rapida è stata accentuata dalla pandemia, e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) punta tra le altre cose a favorire proprio questo processo. In Abruzzo, la situazione attuale presenta alcuni aspetti positivi e alcune criticità. La regione è in linea con la media nazionale per quanto riguarda l’accesso delle famiglie a internet, che raggiunge il 77%. Le aziende abruzzesi che dispongono di un sito web sono il 73,7%, dato di poco al di sopra della media nazionale e che continua a crescere. Anche l’accesso delle imprese alle connessioni a banda larga supera leggermente la percentuale media a livello nazionale. L’Abruzzo rimane invece indietro per quanto riguarda i comuni che offrono servizi completamente interattivi, che raggiungono solo il 28,6%, sotto alla media nazionale di 20 punti percentuali. L’accesso alla banda larga per le famiglie varia in modo notevole in base alla posizione sul territorio: le zone montuose sono quasi del tutto escluse. Tra gli interventi legati al Pnrr in regione, saranno importanti proprio quelli legati alla connettività alla banda ultralarga e alle infrastrutture. Altre misure che riguardano l’Abruzzo includono quelle per migliorare le connessioni di scuola e sanità, e quella per incentivare la diffusione delle reti mobili 5g.

Con l’avanzamento della transizione digitale, anche il panorama lavorativo si evolve in modo nuovo e adattarsi ai cambiamenti in atto sarà cruciale sia per le aziende che per i cittadini. Per le prime è indispensabile rimanere al passo con le nuove tendenze per emergere in un mercato competitivo. Per i cittadini, d’altro canto, seguire i maggiori trend può essere un modo per aumentare le possibilità di impiego e di guadagno. Ecco dunque tre tendenze che daranno forma al mercato del lavoro di domani.

 

1. Riqualificazione professionale

 

Con la trasformazione del mercato del lavoro, alcune professioni stanno a poco a poco scomparendo, mentre ne emergono altre che fino a pochi anni fa non esistevano. Per questo, assumerà un ruolo cruciale il cosiddetto reskilling, cioè l’acquisizione di competenze più in linea con le attuali richieste del mercato. Le aziende dovranno quindi provvedere a formare nuovamente il personale in possesso di competenze obsolete, così da mantenere alte efficienza e produttività. Lo stesso principio vale anche per chi cerca lavoro, o pensa di cambiare carriera a breve. Aggiornare il proprio curriculum con conoscenze rilevanti attraverso un corso di coding offrirà un vantaggio immediato sugli altri candidati, grazie a competenze tra le più richieste. Il percorso formativo è agile e flessibile attraverso bootcamp intensivi come l’Hackademy di Aulab, che in tre mesi aiuta gli studenti a imparare linguaggi, metodologie e strumenti necessari per iniziare a lavorare nel campo della programmazione. Secondo il World Economic Forum, entro il 2025 il reskilling interesserà il 50% di tutti i lavoratori: meglio quindi muoversi in anticipo.

 

2. Lavoro agile

 

Nonostante le dichiarazioni critiche sullo smart working del Ministro del Lavoro Brunetta, il modello del lavoro agile difficilmente sparirà del tutto. Dopo una fase di assestamento, si prevede l’affermarsi di una forma di lavoro ibrido che coniughi interazioni sociali e flessibilità. Ogni azienda e istituzione dovrà dunque valutare la soluzione migliore per combinare sostenibilità, massima efficienza e competitività.

 

3. Lavoro su cloud

 

Una conseguenza della diffusione della modalità di lavoro agile è la crescente importanza del cloud computing. Il settore è in crescita rapida, e si prevede che la tendenza continuerà anche nei prossimi anni. Le soluzioni cloud sono infatti una risposta efficace alle esigenze delle aziende, che possono così permettere a manager, dipendenti e collaboratori di lavorare in sicurezza ovunque si trovino. Mettendo a disposizione informazioni, file e software su una piattaforma resiliente, scalabile e sicura, le imprese possono così continuare a crescere senza più ostacoli.