L’AQUILA – A ottobre i primi ex dipendenti della Finmek Solutions potrebbero tornare a lavorare.
In autunno, infatti, nel polo elettronico aquilano dovrebbe aprire i battenti la società “Accord Phoenix”, intressata nel riciclaggio di materiale elettronico: in pratica l’azienda recupere ottone, alluminio e rame, per esempio dai telefonini e dai computer, per poi venderli alle ditte specializzate.
Un settore che ha un vasto mercato, in Italia quello aquilano sarebbe il primo sito produttivo della società.
La notizia è stata data dal sindaco dell’Aquila ai sindacalisti Umberto Trasatti della Cgil, Gino Mattuccilli della Cils e Clara Ciuca della Uil.
Oltre al sindaco, erano presenti anche tre soci del maggiore azionista che detiene il 70 per cento delle quote azionarie della Accord Phoenix, un inglese di origine indiana, che è anche consulente del primo ministro inglese David Cameron.
Va ricordato che oltre al sindaco, anche l’ex parlamentare Giovanni Lolli ha portato avanti in questi mesi la trattativa con questa società che nei mesi scorsi aveva manifestato al commissario straordinario del Gruppo Finmek Gian Luca Vidal un interesse per il sito aquilano.
Cialente e i tre soci della società indiana hanno affermato che sono pronti a investire 60 milioni, di cui 40 a loro carico e 20 attraverso finanziamenti pubblici come InvItalia.
Passando alle assunzioni, si prevede che a ottobre saranno assunti i primi 60 ex dipendenti Finmek, altri 60 a gennaio 2014 per poi arrivare a un totale di 240 dipendenti.
Oltre ai lavoratori ex Finmek, saranno assunti anche quelli provenienti da Fida, Cn System e da altre aziende di elettronica che hanno le maestanze in cassa integrazione o in mobilità.
La prossima settimana all’Aquila sarà presente il maggiore azionista che presenterà il piano industriale. Soddisfatti i sindacati, che però mantengono una certa cautela.
”Da quanto ci hanno esposto – commenta il segretario provinciale della Uilm-Uil Clara Ciuca – ci sono delle belle prospettive, ma aspettiamo prima di dare un giudizio positivo. Ricordo che in passato altre trattative sono andate in fumo e non vogliamo creare illusioni a persone che sono sull’orlo di una crisi di nervi. Quindi non siamo né pessimisti e né entusiasti, aspettiamo di vedere il piano industriale. Alle parole dovranno seguire i fatti”.
Altro cruccio dei sindacati è che “la nuova azienda deve aprire a ottobre, ma pare che per quel periodo l’immobile non sarà ancora ristrutturato, specialmente il tetto che ha delle infiltrazioni d’acqua. Il restyling dell’immobile sarebbe anche un segnale che l’ingresso del’Accord Phoenix è vicina. Confidiamo anche nella serietà dei responsabili, visto che c’è la garanzia del sindaco”.



