PESCARA – Quaranta lavoratori della Piccola Opera Charitas di Giulianova (Teramo) rischiano di perdere il posto di lavoro.
L’allarme viene lanciato dai sindacati di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, rispettivamente nele perosne dei segretari regionali Carmine Ranieri, Alberico Maccioni e Giuseppe De Angelis.
“La Piccola Opera, struttura con oltre 150 dipendenti che esercita nel campo dei servizi sanitari di riabilitazione per conto della Regione Abruzzo, ha attivato le procedure di licenziamento collettivo per 40 lavoratori.
“Tali esuberi – scrivono i sindacati in una nota congiunta – sarebbero conseguenza delle riforme sanitarie operate dalla Regione Abruzzo sulla rete regionale dei servizi territoriali. Come riportato dagli organi di informazione, al fine di scongiurare i licenziamenti era intervenuto, il 17 gennaio scorso, direttamente il presidente della Regione Abruzzo e Commissario ad Acta per la Sanità, Luciano D’Alfonso, il quale, recatosi in visita alla struttura alla presenza di monsignor Michele Seccia e del sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, aveva proposto alla Fondazione di avviare una nuova attività nello stabile a Villa Volpe (frazione di Giulianova) di proprietà della Fondazione, dove aprire una Rsa (Residenza sanitaria assistita), oppure un Rada (struttura assistenziale per disabili più anziani) che avrebbe permesso di riassorbire il personale in esubero”.
“Con l’approvazione del Decreto numero 38 del presidente della Regione Abruzzo in qualità di Commissario ad Acta, del primo aprile, la Regione ha mantenuto gli impegni assegnando alla Piccola Opera Charitas 261 posti letto nell’area disabilità e riabilitazione e 20 posti letto nell’area anziani e demenze. Nonostante ciò, la Piccola Opera Caritas non ha voluto ritirare i licenziamenti previsti e non essendo stato raggiunto nessun accordo con i sindacati, il tavolo di trattativa si è spostato presso l’assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo”.
Domani alle ore 11 è prevista una riunione presso la sede della Regione in Viale Bovio a Pescara.
I sindacati – prosegue la nota – criticano fortemente l’atteggiamento della Fondazione la quale, nonostante l’accoglimento del piano di riconversione che essa stessa aveva presentato in Regione, ha deciso di non retrocedere dai licenziamenti. Allo stesso tempo chiedono al presidente Luciano D’alfonso di farsi parte attiva nello scongiurare i licenziamenti chiedendo alla Fondazione di onorare gli impegni presi.
IL RESTO DELLA NOTA
Si chiede altresì alla Regione di verificare attentamente gli standards di personale delle strutture, affinché le stesse assicurino una assistenza adeguata ai pazienti ricoverati e non si consentano licenziamenti facili.
L’applicazione degli standards di personale e la possibilità per le strutture già operanti, di riqualificare il personale eccedentario entro un periodo di tempo adeguato potrebbe evitare i licenziamenti.
La Regione deve tener conto che la vicenda della Piccola Opera Charitas potrebbe essere solo l’inizio di una escalation di licenziamenti nella sanità privata conseguente alla riorganizzazione della sanità abruzzese.
Anche questa volta si rischia che a pagare saranno come al solito i lavoratori ed i cittadini.
Eppure tutto ciò potrebbe essere evitato.



