L’AQUILA – Provvisorio, proprio come un qualsiasi manufatto in legno costruito dopo il terremoto da cittadini in cerca di una sistemazione.
È la caratteristica con cui l’amministrazione comunale definì, in più di un’occasione, l’auditorium del Parco del Castello, inaugurato qualche settimana fa alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una struttura pensata dall’archistar Renzo Piano e realizzata grazie alla donazione dei fondi, circa 6,7 milioni di euro, da parte della Provincia Autonoma di Trento.
Provvisorio, nonostante il sindaco, Massimo Cialente, abbia in più di un’occasione ribadito come l’auditorium della discordia sia destinato a rimanere a lungo davanti l’ingresso del Castello cinquecentesco. “Anche la torre Eiffel doveva essere provvisoria…”, ha dichiarato evocativo il primo cittadino in più di un’intervista nei giorni dell’inaugurazione.
Eppure l’auditorium, che dovrà essere ancora completato dei camerini (a tal proposito il Comune ha già stanziato 200 mila euro) è stato costruito sulla scorta della famosa delibera 58 del maggio 2009, quella con cui si consentiva la costruzione delle casette in legno temporanee.
Delibera ritirata nel maggio scorso dal Consiglio comunale con una decisione in base alla quale il manufatto temporaneo potrebbe trasformarsi in definitivo “ove riscontrata la conformità alla zonizzazione del Prg e relativi parametri urbanistico-edilizi”.
Non solo. “Al termine del periodo di 36 mesi previsto dalla delibera 58 del 2009 – hanno aggiunto i consiglieri nell’atto di revoca – decorrente dalla medesima data e, comunque, all’atto della certificazione resa dai direttori dei lavori circa l’ultimazione dei lavori e della riacquisizione dell’agibilità ai fini sismici ed abitativi degli edifici e relative unità immobiliari, tutti i proprietari dei manufatti provvisori dovranno cessarne l’uso e rimuoverli senza la necessità di diffide o di ordinanze di demolizione”.
E fin qui la norma sembrava destinata solo alle casette in legno a uso abitativo (visto che la 57, quella per le attività produttive, è stata prorogata di tre anni) ma ora si pone la questione auditorium, almeno volendo rimanere fedeli alle carte.
Perché il 31 dicembre 2009 la Giunta comunale individuò, ai sensi dell’articolo 6 della delibera 58, il progetto preliminare dell’auditorium e la localizzazione nell’area dei giardini di via delle Medaglie d’oro. Anzi, della rilocalizzazione.
Già perché in un primo momento furono prese in considerazione, e successivamente scartate, la Villa Comunale e l’area limitrofa a Porta Castello per costruire i “cubi in legno” destinati ad ospitare concerti e musica dal vivo, ma non furono ritenute idonee “sulla base di criteri urbanistici (prossimità con il centro urbano, accessibilità, visibilità, capacità di aggregazione), paesaggistici (conservazione di alberature, di disegno urbano) e tecnici (dimensioni dell’edificio da realizzare e delle sue pertinenze, entità delle opere di scavo)”.
Tutte caratteristiche che, evidentemente, sono state individuate a poche centinaia di metri da Porta Castello, nel giardino della Fortezza cinquecentesca.



