L’AQUILA – C’è anche l’aquilano Alessandro Rivera, tra i negoziatori in questi giorni impegnati nel difficile tentativo di ricapitalizzare le banche fallite.

Fa coppia con l’olandese Gert Jan Koopman, vicedirettore generale per gli aiuti di Stato alla Commissione Ue.

Dirigente generale del Tesoro per le banche, 45 anni, Rivera è fratello di Vincenzo, alla guida della Struttura di coordinamento e raccordo istituzionale del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Sono Rivera e Koopman a dover trovare il modo affinché il governo possa versare alcuni miliardi al Monte dei Paschi di Siena, limitando per quanto possibile i costi politici e finanziari dell’operazione.

Anche secondo Il Corriere della Sera, a Rivera il direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via ha lasciato molto del negoziato con Bruxelles. La Via presiede il comitato per la stabilità finanziaria degli sherpa economici di massimo livello nella Ue.

Una decisione, quella di ricapitalizzare le banche fallite, osteggiata dall’Europa, a cui non va giù che all’Italia venga permesso un intervento pubblico senza che nessun investitore privato paghi qualcosa.

Per molti, salvare con denaro pubblico tutti i creditori degli istituti ne incoraggia l’irresponsabilità e assorbe risorse delle tasse per rimediare agli errori dei banchieri.

Anche paesi come Spagna e Portogallo, avendo pagato prezzi elevati alle crisi bancarie, non accettano l’impressione che l’Italia abbia trattamenti di favore. Danièle Nouy, la presidente della vigilanza bancaria nella Banca centrale europea, ha scritto a Siena come a molte altre banche. Per lei oggi ha senso pressare Montepaschi: tutti gli interventi più ruvidi della francese in Italia, da ultimo sulle banche venete, alla fine hanno sempre prodotto a nuovi rafforzamenti patrimoniali.