L’AQUILA – Un’anziana lascia un alloggio temporaneo del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, i tecnici del Comune riscontrano un danno al piatto doccia che, riconoscono, è stato causato dall’assestamento della palazzina e non da incuria, ma le spese di sostituzione per 300 euro sono comunque a carico dell’inquilina uscente.
È la situazione che denuncia un lettore di AbruzzoWeb, Marco Broccolini, nipote della malcapitata, chiamando in causa il Comune capoluogo.
LA NOTA COMPLETA
Scrivo per conto della sig.ra E.B. di 87 anni, vedova, pensionata, che dopo aver tanto peregrinato dal sisma che ha colpito la nostra stupenda città, finalmente da circa una settimana è rientrata nel suo appartamento liberando anche in anticipo un alloggio del progetto C.a.s.e. di Sant’Antonio, zona peraltro ambita da altri sfollati dislocati in realtà abitative ben più lontane dalla nuova realtà cittadina.
Il giorno successivo alla comunicazione di restituzione dell’alloggio in argomento, è stata tempestivamente contattata da personale preposto alla riconsegna delle chiavi.
Gli incaricati del Comune a cui avrebbe dovuto riconsegnare le chiavi hanno riscontrato una lesione del piatto doccia, appena entrati in casa uno di loro si è immediatamente diretto in bagno.
Egli stesso ha sostenuto che si trattava di una lesione dovuta all’assestamento della palazzina e/o del pavimento e non a un’incuria tant’è che analogo inconveniente lo avevano riscontrato anche in altri appartamenti sempre del progetto C.a.s.e. dove si erano portati per analogo motivo.
Ciò nonostante le hanno detto che per riconsegnare l’appartamento deve sostituire il piatto doccia a sue spese.
Lo stesso giorno la signora si è rivolta all’ufficio tecnico del Comune per chiedere una verifica, questi signori non hanno inviato nessuno ma l’hanno contattata telefonicamente dicendole che queste situazioni sono state riscontrate anche in altri appartamenti e pur non avendolo causato lei il danno doveva comunque sostituire il piatto docce accollandosi tutti i costi, spesa prevista circa 300 euro e non tutti gli idraulici sono disposti a prendersi la responsabilità di effettuare riparazioni all’interno di alloggi del progetto C.a.s.e..
Lei chiede se vi sembra giusto e onesto tutto questo? E se crolla un tramezzo lo paga chi ci abita? E i balconi crollati sono stati addebitati a chi ci abita?
Nel frattempo l’appartamento rimane libero in attesa di una risposta in merito direttamente dal sindaco a cui intende rivolgersi di persona nei prossimi giorni.




