L’AQUILA – Aumentano le maestanze in cassa integrazione alla Fida ospitata in un immobile all’interno del polo elettronico aquilano. Ai 30 dipendenti già in ’cassa’, l’azienda ne aggiunti altri 45 per 9 settimane. Insomma in fabbrica rimangono a lavoro solo 7 impiegati.
Intanto la Fida oggi ha dichiarato ai sindacati che è pronta a chiudere il sito al Nord ed avere come unica sede L’Aquila. Il problema maggiore è che ha bisogno di spazi. Nel frattempo, però, la Fida ha intenzione ad aprire un contenzioso con Aquila Sviluppo in quanto ”non ha rispettato gli accordi che vede l’azienda diventare proprietaria dell’immobile”.
Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil quindi hanno chiesto un incontro urgente con il sindaco Massimo Cialente, perchè il Comune diventerà il maggiore azionario della nuova Aquila Sviluppo.
“Vogliamo sapere – afferma il segretario provinciale della Uilm-Uil Clara Ciuca – che intenzioni ha il Comune sia con il sito in cui trova spazio la Fida e sia per tutti gli altri immobili che ospitato le altre aziende. Ricordiamo che Aquila Sviluppo doveva attrare nuove imprese nel polo elettronico aquilano, ma questo fatto non è mai accaduto. Confidiamo che il nuovo soggetto di Aquila Sviluppo sia più pronto a lavorare in questo settore. Intanto non siamo contrari alla Fida, ma noi sindacati crediamo che questa azienda ha già tutti gli spazi che gli servono per lavorare. Tra l’altro la Fida deve presentarci un piano industriale concreto e non solo delle buone intenzioni”.






